sabato, 21 febbraio 2009
Ragazzi, una bella notizia per tutti. E' finalmente pronto il mio nuovo sito, quindi aggiornate i vostri link (se non ne avete voglia, schiavizzate qualcuno affinché lo faccia!).

IL RISVEGLIO DI LENTH



mercoledì, 09 luglio 2008
Ecco il primo capitolo del mio racconto! Considerate che avevo 11 anni quando l'ho scritto! Non ho corretto nulla proprio perché è simpatico imperfetto com'è, ergo, abbiate pietà! XD

Stavo leggendo il giornale, comodamente allungato sul letto, quando sentii bussare alla porta. A giudicare dai colpi, sferrati con violenza, chiunque fosse doveva avere fretta. Molta fretta. Mi alzai dal letto, poggiando il giornale sul cuscino, e indossai una soffice vestaglia di seta rossa.
Restai di sasso quando, aprendo la porta, mi trovai dinanzi Stuart McArtur. Stringeva in una mano un foglio giallo. Non esitò a farsi strada in casa, entrando con un sol salto.
-Sono felice per te! Felicissimo a dire il vero! Tutto il paese non fa che parlarne!- trillò tutto eccitato.
Restai spiazzato da quelle parole. Tentai di chiedere spiegazioni, ma il mio energico amico non mi faceva aprir bocca. Blaterò riguardo il consiglio cittadino e non so quale manifestazione, per poi adombrarsi all'improvviso.
-Spero parteciperai.- mi disse fissandomi negli occhi.
-Parteciperò a cosa?- riuscì finalmente a dire. -Non ho capito nulla di quello che hai detto!-
-Nulla? Davvero?- ripeté incredulo lui. -Il diretto interessato non ne sa niente?-
Feci cenno di no col capo, restando in silenzio.
-Beh, allora credo che toccherà a me comunicarti la lieta novella!- eruppe poi, e dal sorriso che sfoggiò doveva trattarsi davvero di una bella notizia! -Ogni cinque anni, come penso tu sappia, si riunisce un congresso con il fine di decidere cosa fare per ampliare lo sviluppo del Maine. Ogni città ha un suo rappresentante, che si recherà, assieme ad illustri personaggi, a San Francisco! E' lì che avrà luogo l'importante avvenimento. E indovina chi abbiamo scelto noi, saggi cittadini di Bangor? Proprio te, Robert Fulton!-
Avrei voluto gridare. E non di gioia.
-Sei un detective famoso, hai aiutato così tante persone che... beh, ci pareva ovvia la tua nomina! Un modo per ripagarti di tutti i tuoi sforzi.-
-Ripagarmi?- dissi, incredulo. -Sono onorato del fatto che abbiate subito pensato a me, ma prima di prendere una decisione vorrei saperne di più.-
-Ovvio!- si affrettò a dire Stuart. -Domani ti porto tutto le informazioni di cui hai bisogno. Ora devo andare, o mia moglie mi lascerà fuori casa.-
Detto questo andò via, chiudendosi pesantemente la porta alle spalle. Stanco, andai in cucina e bevvi un bicchiere d'acqua. Tutto d'un sorso, quasi si trattasse di un buon bourbon. Quanto avrei voluto un bourbon, ma il mio vecchio fegato di sicuro non avrebbe gradito.

Il mattino seguente venni svegliato da un raggio di sole che penetrava dalla finestra aperta. Guardai l'orologio. Erano le 9,00 e come al solito non ero puntuale a lavoro. Aprii l'armadio e indossai di fretta un pantalone, una camicia e una giacca. Bevvi un caffè caldo e corsi verso la porta. Accanto ai gradini trovai le informazioni che avevo chiesto la notte prima a Stuart. Le raccolsi e mi riproposi di leggerle più tardi.
Era una classica giornata del Maine, un caldo afoso che raggiungeva i 30°. La segreteria dell'ufficio vomitò i suoi messaggi, come al sempre leggermente deformati da un difetto di fabbrica. Li ascoltai tutti e nove: uno era stato lasciato da una simpatica ragazza conosciuta giorni prima, gli altri otto invece erano da parte dei miei concittadini. Complimenti, spero sinceri, e consigli per la partenza. Partenza! Come se avessi accettato!
Decisi quindi di aprire la busta lasciatami da Stuart; conteneva 10 fogli, dove veniva spiegato quali fossero i miei compiti: ogni città del Maine mandava un suo rappresentante a San Francisco. Nel congresso si parlavano di temi ambientali, economici e politici. Dibattiti interessanti, senza dubbio. Ma sarei stato davvero in grado di farne parte? Ero solo un umile detective squattrinato!
-Accetto.- dissi infine a Stuart.
Dovetti allontanare il telefono dall'orecchio per evitare le sue grida di gioia.

UN MESE DOPO

Ero all'aeroporto di Bangor.  Salutai i miei amici e salii sull'aereo. Fu un viaggio piacevole, lessi una rivista e qualche pagina di un romanzo giallo. Due ore dopo l'aereo atterrò. Venni accolto da un gruppo di uomini vestiti di nero, che si identificarono come mie guardie del corpo. Una scorta tutta per me! Non riuscivo a crederci. Raggiungemmo l'albergo a 5 stelle in cui avrei dovuto alloggiare. Era pressoché deserto, riservato, come mi venne spiegato dall'omone alto e robusto al mio fianco, ai membri del congresso.
LucaCP alle 20:41 in: omicidio allo specchio
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