sabato, 21 febbraio 2009
Ragazzi, una bella notizia per tutti. E' finalmente pronto il mio nuovo sito, quindi aggiornate i vostri link (se non ne avete voglia, schiavizzate qualcuno affinché lo faccia!).

IL RISVEGLIO DI LENTH



venerdì, 31 ottobre 2008
Forse non tutti sanno che Halloween, come tutte le feste commerciali (o commercializzate) ha radici antiche e importanti. Samhain era il nome originale, celebrato dai pagani e dai wiccan più in generale. Nel mio brevissimo periodo wicca (più che periodo una fase) ho imparato ad apprezzare le origini di questa festività, la celebrazione della fine del raccolto, i falò propiziatori etc. Origini contadine dunque che sono andate inevitabilmente perse. Comunque qualche anno fa, poco prima del primo anno delle superiori, festeggiai con gli amici Halloween per la prima volta; andammo a chiedere "dolcetto o scherzetto" solamente alle pasticcerie e ai negozi di dolciumi! Bei ricordi, ci ripenso spesso con nostalgia, anche perché c'erano persone che poi si sono allontanate, per un motivo o per un altro. Si cresce, insomma. Vi lascio quindi con l'indovinello che ci fece una signora, un ricatto per dirla tutta: o rispondevamo esattamente in due minuti o bye bye Tronky's (j'adore!). Io risposi per primo, trangugiando la mia parte in un baleno... immagino di avere finalmente qualcuno da incolpare per i 30 chili in eccesso che sono riuscito a smaltire nell'ultimo anno!

Voilà:

Col battere in musica e della nave àncora va a pennello.
Orsù dimmi, come rispondi a questo indovinello?


Risposta: L****E

Buon Halloween a tutti e buon capodanno ai Wiccan!


LucaCP alle 17:43 in: memorie, esoterismo
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lunedì, 14 aprile 2008
Ammetto che non conoscevo Arturo Pérez-Reverte, sebbene avesse pubblicato vari romanzi in tutto il mondo. Conoscevo però "Il club Dumas", sapevo che dal libro era stato tratto il film "La nona porta" con Jhonny Depp, ma mai mi sarei aspettato una storia così interessante. Premetto una cosa, molto semplice e scontata forse. La trasposizione cinematografica non ha nulla a che vedere con questo romanzo. Sembrerà la solita litania, ma io raramente accuso un film di aver distorto l'idea di base di un libro; e mi dispiace ammettere che questa volta è accaduto. Il regista - chiunque esso sia - ha tagliato di netto una delle due linee narrative che tanto bene si intrecciano nel "Club Dumas"... guarda caso quella dei "Tre Moschettieri", quella che poteva attirare meno pubblico rispetto alla variante occulta e satanista...
Un breve riassunto della storia:

"Lucas Corso è un cacciatore di libri, un mercenario che viene assoldato dai ricchi collezionisti, per recuperare le edizioni "principe" e le rarità in tutto il mondo. La sua vita cambia quando si ritrova tra le mani un manoscritto di Dumas; lo stesso giorno viene ingaggiato da un benestante per verificare se un libro è originale o meno. Il libro si intitola "Le Nove Porte del Regno delle Ombre". Corso si recherà a Praga e poi a Parigi, scoprendo l'esistenza di altri due esemplari delle "Nove Porte", entrambi con nove disegni all'interno, disegni che sembrano gli stessi, ma che differiscono per effimeri dettagli. Per di più l'autore degli scritti, Aristide Torchia, venne bruciato dall'inquisizione nel 1666, proprio a causa del manoscritto. Qual è il legame tra Dumas e "Le nove Porte"? Chi sono gli individui che seguono Corso nel corso dei suoi viaggi? E - cosa più importante - chi è la misteriosa ragazza dall'aria etera che lo protegge a distanza?"

Ho letto ben pochi gialli in vita mia e quei pochi erano stati scritti da Agatha Christie e Conan Doyle. Pensate quindi a quanto ero prevenuto trovandomi davanti ad un prologo con omicidio e ad una ereditiera affascinante pronta a sedurre il protagonista. Bé, state certi che le cose non si limitano ad un intreccio noir banale e privo di spessore; niente è come sembra, e del resto come potrebbe se la narrazione è affidata ad uno dei personaggi del romanzo?
La cosa che più ha attirato la mia attenzione è stata la presenza di tematiche occulte appartenenti all'esoterismo più classico, ma anche più snobbato da quei scrittori che ricercano sempre l'originalità; al signor Reverte è bastato inserire pochi accenni alle tradizioni popolari italiane e inglesi, poche citazioni di romanzi occulti famosi e ha ottenuto un'atmosfera in grado di far accapponare la pelle anche al lettore più svezzato.
Ma parliamo dell'elemento più interessante, i continui rimandi ai romanzi d'appendice come "Il conte di Montecristo" o "I tre Moschettieri". Se siete appassionati dei grandi classici, non faticherete ad identificare in ogni singolo personaggio del "Club Dumas" un D'Artagnan o un Aramis! Insomma, questo libro si compone di romanzi d'appendice ed è stato scritto per gli amanti dei romanzi d'appendice. Non a caso Corso, nel mezzo di una scena di lotta, afferma che gli pare di trovarsi in un libro di avventura, personaggio inconsapevole di trame oscure.

 Fiu, è stata una faticaccia abbozzare una recensione senza scendere nei particolari :P! E la cosa questa volta è stata più ardua del solito, perché ho veramente apprezzato questo romanzo. Se lo leggerete ne diventerete protagonisti, parteciperete attivamente alle indagini, magari confrontando le 27 immagini presenti, abbastanza inquietanti e identiche a quelle del film (almeno qualcosa di buono il regista l'ha fatto!). E chissà... forse avrete accesso al Club Dumas... oooops!
LucaCP alle 14:49 in: fantasy, esoterismo, recensioni libri
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mercoledì, 05 marzo 2008
"L'amuleto di Samarcanda" è senza dubbio un ottimo libro. E' scritto in maniera interessante, è ricco di humor e la sua trama non è mai scontata, come invece sembrerebbe. Sì, perché Stroud si diverte a riprendere le tradizioni classiche della wicca e dell'esoterismo in generale e a modellarle mescolandole con eventi storici che ama poi reinterpretare e ricontestualizzare sotto un'ottica più "demoniaca":

"Il millenario jinn Bartimaeus, il demone che costruì le mura di Uruk, Karnak e Praga, che parlò con re Salomone, che cavalcò per le praterie con i padri dei bisonti, viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. Una Londra tetra e cupa dove la magia consiste in un'unica capacità: quella di evocare e asservire demoni, i quali, loro malgrado, obbediranno a ogni ordine del mago che li tiene in suo potere. Bartimaeus deve compiere una missione difficilissima: rubare l'Amuleto di Samarcanda al temibile e ambizioso Simon Lovelace..."

Il finale mi ha lasciato un tantino interdetto. Non starò qui a spoilerare, anche perché alcuni di voi lo stanno leggendo, ma vi lascerà spiazzati e confusi riguardo il seguito. Ovviamente ho ordinato gli ultimi due romanzi della trilogia, sperando che siano all'altezza di questo piccolo "gioiellino" che non deve assolutamente mancare nello scaffale di un appassionato di fantasy.

Cambiando totalmente argomento, questa mattina sono andato a letto alle 5 e non ho preso sonno fino alle 6. Mi sono poi svegliato alle 9 e in preda ad una strana voglia di fare, ho trascorso la mattinata in soggiorno, a riordinare la libreria. Oramai non riesco più a dormire, sono ad un passo dall'esaurimento...
Anyway, nella libreria ho scoperto la mia vecchissima collezione di "Piccoli Brividi"! Erano circa 80, tutte prime edizioni, che non hanno nulla a che vedere con le nuove ristampe fluorescenti e pacchiane. Dai, non ditemi che da piccoli non li avete mai letti! Mi è quasi venuto da piangere quando ho sfiorato il numero1, esaurito tra l'altro, "La casa della Morte" e il numero2 "Il mistero dello scienziato pazzo" che recuperai ad una fiera a Milano.

Penso inoltre di avere ancora qualche episodio registrato della serie TV che mandarono in onda nel 1998! Ah, quanti ricordi!

LucaCP alle 14:15 in: fantasy, esoterismo, recensioni libri, scleri giornalieri
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mercoledì, 05 dicembre 2007
E' stupendo, come lo si può negare? Parlo ovviamente di "Eclipse", il terzo volume sequel di "Twilight" e "New Moon". Leggendo le pagine del libro mi sono emozionato, commosso, ho riso e più volte mi sono ritrovato a tifare prima per una fazione e poi per l'altra. "Twilight" ha introdotto la storyline romance, "New Moon" quella prettamente d'azione e "Eclipse" le fonde tra loro in maniera eccelsa. Come dicevo, la perfezione. I personaggi appaiono così vivi che sembra quasi di averli davanti, la storia procede con una tale rapidità che per una volta non ho cominciato a chiedermi quante pagine mancassero alla fine (a chi non è mai capitato dopotutto?).



Insomma, mi sento di consigliare a tutti questo acquisto, capace di intrattenervi per qualche ora (io l'ho divorato in un pomeriggio) facendovi perdere completamente la cognizione del tempo e trasportandovi in un mondo dove vampiri e licantropi sembrano reali quanto cani e gatti. Non sarebbe bello vivere a Forks?
LucaCP alle 17:23 in: fantasy, esoterismo, recensioni libri
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giovedì, 01 novembre 2007
E anche Halloween è arrivato. Ho molti bei ricordi legati a questa ricorrenza; non solo le serate trascorse con gli amici a fare dolcetto o scherzetto in un vicinato che non esitava a sbatterci la porta in faccia, ma anche gli studi che ho fatto su questa festività. Per un bel periodo mi sono interessato alla wicca e ho saputo che Halloween altri non era che il capodanno degli wiccan, gli appartenenti a questo credo. Io continuo a definirmi cristiano, anche se non praticante, ma non posso fare a meno di riconoscermi nella Rede, nella Legge del Tre e in altri dettami della Wicca che appaiono molto più sani di quelli della chiesa. E difatti la mia è una religione molto personale, basti pensare che non vado in chiesa da anni. Se qualcuno crede in qualcosa di superiore, se davvero si è certi della vita dopo la morte, non si ha bisogno di esternare a tutti il proprio pensiero, di andare a messa e pregare come una serie di automi. Se ho voglia di pregare prego da solo, nel mio intimo, anche perché è una cosa assai personale, che difficilmente dovrebbe essere associata alle masse, come invece avviene.
Non è un caso se nei miei libri e racconti ogni cosa si basa sull'equilibrio (tipico della wicca) nell'esistenza di qualcosa di uguale e opposto all'enunciato principale. Ho ad esempio una creatura che vive in comunione con la natura? State certi che ci sarà un altro essere che vive nella cruda realtà, lontano da foreste etc... Ovviamente era solo un esempio, lungi da me il voler inserire simili semplificazioni. Un mio amico poco tempo fa mi ha detto di aver gradito il mio libro, ma di averlo dovuto rileggere una seconda volta per avere ben chiari tutti i passaggi e per scoprire "significati" nascosti. Più complimento di così!


LucaCP alle 14:33 in: esoterismo, scleri giornalieri
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lunedì, 08 ottobre 2007
Quanti di voi hanno familiarità con la parola occultismo? Spesso questo termine viene confuso con il satanismo, con l'adorazione di entità infere e maligne, classificando di conseguenza gli individui come "svitati", "fuori di testa", "sociopatici". Ok, spesso c'è qualche mela marcia che agisce in tal senso, ma non esistono forse anche i fanatici religiosi? Non esistono anche i cristiani bigotti che ricorrono alla violenza quando dinanzi ai loro occhi viene manifestato un concetto al di fuori della loro sfera ideologica (ma anche idiologica direi).
Solitamente quando si parla di esoterismo, viene subito in mente la Wicca. Non è un qualcosa che si mangia o uno strumento rituale, ma semplicemente un Credo come tanti altri (anzi, magari ce ne fossero di così puri) basato sull'adorazione del Dio e della Dea, e di conseguenza delle loro manifestazioni terrene, come la natura. Mi sono avvicinato a questa "religione" molti anni fa, forse più per inconsapevolezza che per curiosità. Subivo il fascino di questa fede, finalmente io stesso, in prima persona, potevo prendere parte a dei riti ed essere artefice del mio destino, senza affidarmi a Divinità distanti ed egocentriche. Era questo ciò che pensavo, lo sciocco approccio che ritenevo invece corretto, affidabile. Presto mi sono reso conto che le formule rituali e la magia nera non rientrano in questo ambito, come sottolineato anche dalla "Rede Wicca" e dalla "Legge del tre", che affermano in sostanza di non fare del male al prossimo, che ogni cosa che facciamo ci torna indietro triplicata.
Ho affrontato con serenità la mia delusione, forse perché ero ancora troppo immaturo, forse perché non mi rendevo ancora conto di cosa rappresentasse la fede, del totale abbandono incondizionato che comporta. Ed ora eccomi qui. Da due/tre anni a questa parte conservo nel cuore un bellissimo ricordo dei miei studi wiccan, di quello che ho appreso e che rielaboro continuamente in ciò che scrivo, ma finalmente, ho capito cos'è la fede. Mi è bastato vivere un momento di sconforto per capire che ogni uomo può mostrarsi forte quanto vuole, ma nel momento di bisogno si affida a ciò che c'è di superiore.
Come persone fatichiamo ad avvicinarci a questa sfera "immateriale", "metafisica" se vogliamo, ma io penso di avercela fatta, penso di aver finalmente abbracciato la fede. Certo, non sono il tipo che va a messa tutte le domeniche, che va in giro interamente coperto di simboli religiosi, ma ammetto di ritrovarmi spesso a pregare, il più delle volte in maniera inconscia. Ho imparato a non chiedere sempre, ma a ringraziare, ho capito come utilizzare ciò che appreso nel mio cammino e a traslarlo in altri ambiti. Non posso sapere con certezza dove mi ritroverò da qui a 10 anni, ma sono sicuro che difficilmente il mio credo muterà.
LucaCP alle 14:18 in: esoterismo
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