martedì, 27 gennaio 2009
Da oggi ho deciso di segnarmi i punti Karma. Non che per fare una buona azione ci sia bisogno di una ricompensa, però esserne consapevoli è una gran bella cosa. Per l'ego soprattutto. Per ora ho tre punti karma: ho aiutato una signora a raccogliere la spesa che aveva fatto cadere, ho tenuto la porta aperta ad un signore anziano che usciva dal negozio e ho corretto una commessa che mi aveva dato un euro in più di resto. Su quest'ultimo punto forse molti mi daranno dello scemo, però penso che se la situazione fosse stata diversa, se fossi stato io al posto suo, avrei gradito che qualcuno mi facesse notare l'errore. Quindi chapa e +1 per l'ego.

Nel frattempo sto decidendo se migrare o meno su wordpress. Ammetto che l'impostazione professional è molto intrigante, ma trascurato il lato estetico e funzionale non c'è niente di utile. Non sono un giornalista, anche se in futuro mi piacerebbe diventarlo, e non ho la presunzione di ergermi a blogger tuttologo. Mi piace semplicemente scrivere, quindi una piattaforma vale l'altra. D'altro canto non so se aprire o meno un sito ufficiale, anche perché quello che gestisco ora (WorldofDreams), sta lentamente morendo. Non rinnovarlo è semplice eutanasia, anche se mi piange il cuore dopo tanti anni. Però rappresenta il passato, uno dei tanti aspetti di me che devo lasciarmi alle spalle.
Dico "devo" perché gli ultimi anni sono stati all'insegna del cambiamento, tornare sui proprio passi, specie a questo punto, sarebbe una gran stupidata. Si può solo andare avanti, si può solo provare a smussare alcuni lati del carattere, gli atteggiamenti nocivi di cui si è consapevoli. Quest'ultimi in particolar modo sono i più complicati; non tutti gli aspetti nocivi vanno eliminati, magari ce ne sono alcuni caratterizzanti, strettamente legati alla persona. E' questo il lavoro che voglio fare su me stesso. Prima di ogni altra cosa.

Nel frattempo agli scleri vari si aggiunge anche un'altra, tormentata, mattinata passata in facoltà. Ancora non escono i risultati di Teatro, ma credo che la mia tesina sia "stupenderrima", quindi non dovrei avere problemi. D'altro canto c'è Linguistica Francese che continua a darmi noie. Il prof mi ha chiaramente detto che a meno di tornare indietro nel tempo devo aspettare il prossimo anno per frequentare il corso e sostenere l'esame. Una gran stronzata, se permettete il francesismo. Mi mancano quattro esami alla laurea, uno ad aprile, uno a giugno e due nell'oblio (quelli di francese appunto). Sprecare l'ennesimo anno a non far nulla mi scoccerebbe, e molto anche. Una cosa è certa: quest'anno mi tolgo dai piedi i due esami mancanti, seguo l'odiato corso di scrittura che mi darà ben 5 CFU integrativi (robaccia inutile ma necessaria) e in estate preparo la tesi. Che poi credo proprio sarà sulla narrativa gotica. Mi intrigano Stoker, Le Fanu e Maupassant col suo "Horlà". Magari riesco anche ad inserirci Anne Rice... e forse anche Buffy!

Ricapitolando: + 3 Punti Karma.
LucaCP alle 15:03 in: università, scleri giornalieri
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domenica, 25 gennaio 2009
I'm back. For good. Il maledetto virus sembra avermi mollato, quindi preparatevi ad una invasione di post senza precedenti.
Ho finalmente finito di leggere "Le parole segrete", la breve recensione la trovate su Anobii, e devo dire che non mi è piaciuto abbastanza. Oggettivamente bello, soggettivamente raggelante. Non c'ho capito na mazza, per dirla papale papale. Troppi riferimenti a miti nordici che non conosco, troppe battute andate perse nonostante la buona volontà di una traduttrice che immagino ora "sull'orlo di una crisi di nervi" (tanto per citare il titolo dell'ultima puntata di Ugly Betty, andata in onda negli USA).
Cambiando argomento, ora sto leggendo "Uomini che odiano le donne", il classico caso letterario che già so non mi piacerà. Perché lo sto leggendo, allora? Perché mi è stato regalato da papà e visto che raramente si interessa di me e della mia esistenza, ho pensato che sarebbe stato brutto liquidarlo con un bel "a me il genere thriller fa schifo". Crudele, no?

In conclusione, vi segnalo due nuove recensioni per Serialmente. Le ho scritte al volo ieri sera... avevo un'altra "rimpatriata di classe - 5 anni dopo", ma mi faceva troppo male lo stomaco...

Supernatural 4x12
Ghost Whisperer 4x12

E ora scappo che devo aggiungere/tagliare/modificare il romanzo per martedì. E io sotto pressione rendo pochissimo.
LucaCP alle 15:56 in: scrittura, telefilm, scleri giornalieri
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venerdì, 23 gennaio 2009
Sulla carta quella di oggi sarebbe dovuta essere una giornata fantastica: nessun esame da preparare, le prime due puntate della nuova stagione di Lost, il primo sguardo alla copertina del mio romanzo...
E invece il delirio.
Casini in famiglia, litigi col mio stupido fratello, il computer che trova virus dove non dovrebbero essere e lancinanti fitte allo stomaco/pancia. Credo sia una sorta di virus intestinale, fatto sta che le coliche mi stanno uccidendo.
Ho sempre sofferto di mal di stomaco, anche perché sarebbe stato difficile scamparla, viste le quantità industriali di cibo che ingurgitavo. Ma ora seguo una "dieta" equilibrata, mangio solo roba sana e, se si esclude qualche sporadico caffè di troppo (la mia droga, guai a chi me lo tocca), non sgarro quasi mai. Niente roba fritta, niente roba grassa, il massimo sfizio è una barretta di cereali kellog's una volta ogni tre anni!
So, why? Perché non posso passare una giornata in pace senza che qualcuno - o qualcosa - ne mini la tranquillità? E' chiedere troppo un po' di relax? E per relax non intendo il semplice ozio, ma proprio l'avere la mente sgombra da qualsiasi pensiero. Sì, perché se anche alle volte il tempo libero abbonda, i pensieri continuano a frullare imperterriti e con la fortuna che mi ritrovo chissà cosa potrebbe accadere.

Per concludere: la copertina è comunque "stupenderrima", vorrei postarla ma credo di non poterlo fare. Non ancora almeno. Tra l'altro è abbastanza spoilerosa, ma "ci piace tanto". Complimenti a Iacopo Bruno che l'ha realizzata, a God!

PS: Tra l'altro non sono riuscito a vedere le prime due puntate di Lost. Qualcuno le ha viste? Devo aspettarmi il peggio? Magari i personaggi che iniziano ad attraversare le pareti... vabé, oramai ho imparato a guardare Lost con "open mind", possono anche inserire streghe e alieni (ogni riferimento a Smallville è puramente voluto), l'amerei comunque!
LucaCP alle 23:38 in: telefilm, scleri giornalieri, il silenzio di lenth
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mercoledì, 21 gennaio 2009
Eh, io lo sapevo che questa giornata sarebbe stata "ricca ricca ricchissima" di avvenimenti. Neanche poi tanti a dirla tutta, ma superiori alla media. In mattinata dovevo andare in facoltà per consegnare la mia tesina di "Culture e Pratiche del Teatro". Una bella tesina ad essere onesti, e se lo dico io che tendo sempre a buttarmi giù... il prof ci ha dato piena libertà, potevamo persino riassumere uno dei libri in programma. Io, come al solito, ho scelto la via più complicata. "Etichette: necessarie o superflue?" è il nome del mio elaborato. L'introduzione è questa:

"Al giorno d’oggi sembra ci sia un gran bisogno di dare un’etichetta ad ogni cosa, una necessità quasi vitale che coinvolge i più svariati ambiti: teatro, musica, cinema, letteratura, ogni forma d’arte.
  Quella che sembrava una mera comodità dei critici per descrivere qualcosa senza perdersi in “inutili chiacchiere” è diventata un’usanza più o meno condivisa, uno schema che in molti perpetuano senza comprenderne realmente il senso.
  Ma cosa accade quando qualcosa o qualcuno rifugge dagli schemi? Come si può etichettare, inquadrare in una sola parola una personalità “pesante” come Eleonora Duse? Una personalità scomoda se vogliamo, almeno per chi ama etichettare; una donna che si è sempre sottratta alle comuni definizioni, preferendo la libertà all’imposizione, l’espressione alla direzione. La direzione di un regista ad esempio, o anche solo delle istituzioni vigenti.
  Norme che non si è fatta scrupoli ad infrangere, modi di fare da sempre appartenuti al teatro a cui lei non si è mai del tutto abituata e che non si è fatta scrupoli ad allontanare."


Ebbene sì, vado fiero di questa introduzione (forse neanche troppo originale, ma che comunque piaciucchia). Vado fiero soprattutto del paragrafo sulle "Maschere":

"Una. Due. Tre. Quattro. Erano molte le maschere di cui gli attori disponevano, maschere che erano soliti indossare anche nella vita di tutti i giorni. Quelle di scena non erano che orpelli di cui potevano fare a meno, svago per il pubblico.
  Niente di più.
  Dietro il più semplice dei sorrisi poteva celarsi molto altro, dietro una risata potevano annidarsi sentimenti che nessuno avrebbe mai intuito.
  Maschere, appunto, che gli attori portavano sempre sollevate e che rapidi calavano sul viso quando si alzava il sipario, quando era richiesto loro di recitare. Ma la loro abilità stava nel non farlo intuire, nel soggiogare lo spettatore, nel guidarlo. Burattinai della folla, architetti dell’Arte, di cui pochi poterono comprendere l’essenza.
  La stessa Eleonora Duse rimane in parte un mistero, molte delle sue decisioni inspiegabili."


Dicevo... ah sì! Stavo andando in facoltà per consegnare la mia superba tesina quando rischio di morire. Per inciso, pioveva a dirotto. L'acciottolato malefico, viscido e bastardo, mi ha fatto scivolare e cadere a terra. Una sola volta. Ho scampato la seconda appoggiandomi al muro, con somma gioia degli escrementi di piccione.
Anyway, consegno la tesina, torno a casa, porto Lucky al volo fuori (pozzanghere, terriccio, inferno) mangio di corsa, preparo la tesina di "Filosofia della Mente" ed esco. Incontro F, caffettino e andiamo allo studio di zio Gozzy (il prof).
Ora. Alla tesina mi aveva già assegnato 26, ma io l'ho corretta lo stesso perché mi andava. Mi ha fatto la mia bella domanda orale, a cui ovviamente non ho risposto (sviando l'argomento... e non se ne è accorto!), e mi ha "chapato" 28! 28 capite? Ad un esame che valeva sì e no 18. Sensi di colpa chi, io? Non sia mai!

PS: Mentre tornavo a caso ho rischiato ancora di cadere, ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta (cit.).
LucaCP alle 14:19 in: scrittura, università
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giovedì, 15 gennaio 2009
Voilà, ecco svelato il segreto di pulcinella. In rete oramai si trova già, il titolo del mio romanzo:

IL SILENZIO DI LENTH

Per ora i distributori online riportano 10 maggio, ma una data precisa non è ancora stata decisa (con buone probabilità nella seconda metà di Aprile). La copertina ovviamente non è disponibile, ma non appena la vedrò gongolerò per tutti! ^^'

Thanx for the patience
LucaCP alle 21:38 in: il silenzio di lenth
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martedì, 13 gennaio 2009
Io guardo la tv poco e niente, preferisco di gran lunga telefilm in lingua originale, quelli che ti lasciano qualcosa quando spegni il pc. Però di tanto in tanto la tv l'accendo e mi piace guardare determinati programmi. Vedo che il binomio Reality-Trash è sempre più imperante e io mi dico d'accordo, ma devono essere fatte delle distinzioni. Che il "Grande Fratello" lanci omuncoli e donnucole inutili è innegabile; che la talpa e fattorie varie siano tristissime è vero. Però i Talent Show sono tutt'altra cosa.
Ieri sera guardavo X Factor. La prima edizione l'ho vista poco e niente, so solo che la canzone dell'estate "Non ti scordar mai di me" apparteneva alla finalista Giusy Ferreri. E basta. Ieri sera mi sono quindi visto la premiere e l'impressione è stata abbastanza positiva. Al di là dei litigi vari (che sono poi il compromesso dei talent show per tirare avanti con gli ascolti), i personaggi, i concorrenti in gara hanno un loro perché. Stessa cosa per "Amici", che seguo da quando ero piccolo.
Non posso negare che "Amici" col tempo sia cambiato, più commerciale se vogliamo, ma ogni anno sforna dei talenti; quelli che valgono, o che hanno una presenza scenica forte, restano, quelli "più deboli" periscono. Ma che c'è di male in questo? Io immagino la vita televisiva un po' come la vita normale, dove la legge della sopravvivenza la fa da padrona e dove il buonismo è perseguibile a norma di legge. X Factor e Amici sono due prodotti simili e differeneti al contempo: sono "confezionati" in maniera diversa (da una parte gli eccessi della Ventura e di Morgan, dall'altra la sobrietà di Maria de Filippi), si rivolgono a target diversi, cercando di realizzare gli stessi sogni e scendono agli stessi identici compromessi dell'auditel.
Sarebbe bello, lo dico io per primo, se ci fossero meno litigi e più sostanza, ma poi il programma chiuderebbe dopo dieci puntate; non solo perché la pensiamo così in cinque, ma anche perché molti di quelli con la puzza sotto il naso, e che additano questi programmi come trash, sono attratti proprio da determinate componenti. Chiamatele umane, chiamatele bufale, chiamatele velleità autoriali, sempre delle stesse cose si parla.

Tutto ciò per dire che generalizzando l'intera tv sarebbe trash e io per primo, da quel poco che vedo, sono d'accordo. Ma qualche "perla" la si può trovare se ci si sforza di essere meno snob e più "open mind". Speriamo che gli ascolti premino questo andamento e che il trashume vario sprofondi... anche se forse non accadrà mai.
LucaCP alle 14:27 in: scleri giornalieri
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domenica, 11 gennaio 2009
Ieri sera si è tenuta una rimpatriata di classe. Dopo cinque anni ci siamo ritrovati tutti assieme (o quasi) attorno al tavolo di una pizzeria, complice facebook che nella sua inutilità (ancora non ne comprendo il senso), ha permesso l'incontro. Il tempo si è come cristallizzato, inversione di rotta, back in time. Ed ecco quindi che spuntano i motti del liceo, la rievocazione di quegli anni, in cui l'inconsapevolezza la faceva da padrone. Gli scherzi ai professori, le gite di classe, persino i litigi più feroci, ricordati col sorriso sulle labbra.
Siamo quindi tornati indietro nel tempo, come se cinque anni non fossero mai passati, come se fossimo stati sempre assieme, pronti a tornare a scuola il giorno dopo. Mi sono quasi commosso quando sono venuto a sapere che il mio prof di italiano, l'odiato prof di italiano, è andato in pensione. Ricordo ancora le sue parole quando all'ennesimo 7 al tema mi andai a lamentare da lui, dicendo che meritavo di più; mi disse: tu scrivi bene, ma non ti applichi. L'elaborato risulta superficiale, poco incisivo perché si vede che non ti piaceva l'argomento.
Ci rimasi malissimo.
L'odiai per quello. Col senno di poi devo dire che aveva ragione, mi sono sentito in colpa per averlo sempre trattato male, per non averlo mai apprezzato. Così come mi sento in colpa per aver forse sottovalutato buona metà dei miei compagni di classe. Uscivo sempre con gli stessi, con quelli che sono poi passati da "conoscenti ad amici", e con cui mi vedo ancora. Di nuovo ho sbagliato. Sono stato per mezz'ora a parlare con S. di romanzi e fantasy, scoprendo in lei una lettrice con i miei stessi gusti (anche musicali). In "Gnokka" (ebbene sì, al liceo andavamo per nomignoli... il mio non lo saprete mai!) non c'è solo cinismo e pragmatismo ma anche una bella persona, in Monna non c'è solo superficialità ma empatia, in Burkina AfasA... no, questa è un'altra storia.

Anyway, tornando a casa mi sono ritrovato a pensare "sarebbe bello tornare a quei tempi con la testa di oggi, con le convinzioni di adesso e quel pizzico di ironia che non deve mai mancare". Purtroppo è impossibile, lo so, e ancora una volta sono costretto a dare ragione a tutti quelli che parlavano del liceo come gli "anni migliori", che non si apprezzano vivendoli ma solo col senno di poi.

Parole Sante!
LucaCP alle 16:16 in: memorie, scleri giornalieri
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