martedì, 30 settembre 2008
"Benché sia una "cacciatrice di vampiri", Anita Blake riceve nel suo ufficio proprio la visita di uno di essi, latore di una singolare richiesta d'aiuto: soltanto lei, infatti, può fermare il serial killer che, da qualche tempo, circola per St. Louis e si accanisce proprio sui vampiri. Anita rifiuta seccamente, ma quella sera stessa incontra un affascinante e potentissimo vampiro, Jean Claude, che, senza mezzi termini, la ricatta: o lei accetta l'incarico oppure la sua migliore amica morirà. E così la caccia comincia."

Recuperare questo romanzo in edizione Nord è stato un parto. In ogni senso. Penso anche di aver morso qualcuno e maledetto la mia futura progenie. Ne è valsa comunque la pena, anche se è completamente diverso dalle mie letture abituali; forse mi è piaciuto proprio per questo. "Buffy The Vampire Slayer" è il mio telefilm preferito e in questo libro ho trovato moltissime cose in comune con la cacciatrice bionda di Whedon... cose che ho apprezzato ancora di più quando sono venuto a sapere che la Hamilton ha scritto la sua opera anni prima della serie tv. Non si tratta dunque di plagio, ma di "tematiche comuni". E in effetti, volendo essere pignoli, le differenze tra le due cacciatrici sono molte e non di poco conto. Ad eccezione del loro carattere forte e a tratti egocentrico, rappresentano due mondi differenti. Il background è differente. Mi sono avvicinato a "Nodo di Sangue" cercando di liberare la mente dai pregiudizi, scacciando pensieri rivolti alla Rice e a quanto adoro quella donna. Sì, perché avevo il terrore che si parlasse sempre delle solite cose e io cercavo una lettura non dico superficiale, ma abbastanza leggera e al contempo che mi lasciasse qualcosa.
Non potevo trovare di meglio.
I personaggi sono ben descritti, i dialoghi sembrano usciti dai vecchi film noir degli anni 50. Anita Blake è l'icona pura del femminismo, forte, ben integrata con la società ma anche debole e sensibile sotto la scorza dura con cui si protegge. Niente di stereotipato, nessuna situazione già vista. Non ho trovato traccia delle riflessioni classiche di Anne Rice, nessuna traccia del "mostro della settimana" tipiche di Whedon, ma una trama che mescola più generi, dal thriller all'horror al noir appunto.
L'unica pecca è rappresentata dallo stile, indubbiamente incisivo ma che manca di raffinatezza e abitudine. Alcuni passaggi sono poco chiari, alcune situazioni potevano essere gestite meglio e alcune ripetizioni evitate (Anita ha sempre caldo, Anita non supera mai i limiti di velocità, Anita conosce le armi... lo sappiamo!). Ma perdono questo sassolino dolente alla Hamilton, sia perché si tratta del suo primo romanzo, sia perché in questo senso ho visto di peggio. Di molto peggio. Si torna al vecchio dilemma "Stile o Storia?" e io, se costretto, opto per il secondo. E qui la storia c'è ed è molto interessante.


LucaCP alle 19:40 in: recensioni libri
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lunedì, 29 settembre 2008
Oggi avrei potuto parlarvi del mio rientro all'università, di quanto siano pallose le poche materie che mi separano dall'ambita laurea o anche solo di quanto odio i continui crash di firefox e il malefico essere che ha superato la mia offerta per il romanzo raro della Rice "Un Grido Fino al Cielo" (edizione rarissima della Sperling e K.).
E invece no. Nada. Zip. Mi limito a linkarvi la recensione scritta ieri sera di Supernatural. Inutile dire che dovrete commentarla, anche se non seguite la serie, ma solo perché mi amate =D!

PS: Ok, non resisto: dannatissimo utente che mi hai superato all'asta, ce l'ho con te! Ti odio T_T
LucaCP alle 14:02 in: recensioni libri, università, scleri giornalieri
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venerdì, 26 settembre 2008
"Risvegliatosi da un sonno millenario, il vampiro Thorne è in cerca di una guida che lo reintroduca nel mondo attuale. Il fato lo porta a incontrare Marius, antico mentore di Lestat e amante di Pandora, il quale soddisfa la sua avida curiosità narrandogli la propria vita, un resoconto che diviene appassionata cronaca dei suoi amori, delle sue sofferenze e dei segreti finora mai svelati. La voce intima e profonda di Marius ci accompagna così attraverso i secoli, testimone diretta degli eventi cruciali della Storia. È tuttavia nel presente, nella giungla più intricata, che Marius andrà incontro al proprio destino reclamando giustizia per il vampiro più vecchio dell'universo."

Se avessi letto questo romanzo subito dopo "Merrick", probabilmente non sarei riuscito ad apprezzarlo. Non del tutto almeno. Sì, perché a differenza dei predecessori, "Il Vampiro Marius" è forse l'opera più profonda della Rice, più riassuntiva, ma anche più rivelatrice. Marius è uno dei personaggi che all'inizio avevo preso in antipatia, ma già dalla lettura di "Armand il Vampiro", forse nell'averlo visto con gli occhi del giovane Armand, avevo iniziato a rivalutarlo.
Inutile dire che nel suo romanzo c'è stata una riscossa non indifferente. Si parte dal risveglio di Thorne (uno dei meri pretesti che la Rice ama tanto inserire nell'incipit dei suoi romanzi) e si arriva alle cronache della vita di Marius. Viene saltata del tutto la sua vita mortale e messo in risalto il suo risveglio come vampiro. Da lì si giunge al suo soggiorno in Antiochia, al suo incontro con l'amata Pandora, alla sua fuga verso Venezia, nella speranza di poter vivere una parvenza di vita mortale. E' questo sogno infatti che muove le azioni di Marius e che io non avevo compreso nei precedenti romanzi. Lui è consapevole del suo essere mostro, della sua natura di abominio, ma non può fare a meno di amare e odiare la sua condizione. Un rapporto conflittuale che lo porta a cercare di vivere dapprima come mortale (a Venezia, circondato da fanciulli che vedono in lui un saggio mecenate) e ad autopunirsi per il suo essere vampiro custodendo Coloro-Che-Devono-Essere-Conservati, i genitori della oscura razza. Egli spera di espiare le sue colpe prostrandosi ai piedi di Akasha, ma non può fare a meno di sentirsi sollevato quando la Dea viene risvegliata, ai giorni nostri, da Lestat. Un fardello in meno sulle spalle o una speranza in più di potersi confondere tra i mortali?
Però, come dicevo, questo romanzo può risultare pesante. Io stesso lo avrei giudicato tale, se prima non avessi letto romanzi indecenti.

Unica nota di demerito: a differenza della versione originale, "Blood and Gold", l'edizione italiana ha come titolo "Il Vampiro Marius". E' andato quindi perso il riferimento alle catene di sangue e oro che hanno tenuto imprigionato Lestat in "Memnoch il Diavolo"... peccato.
LucaCP alle 16:50 in: recensioni libri, anne rice
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mercoledì, 24 settembre 2008
Ne parlavo proprio oggi con S. In questi ultimi mesi mi è sembrato di rinascere, sotto tutti i punti di vista. Non parlo solamente di una rinascita "spirituale", ma anche in senso più "materiale". Da quando ho perso peso ho acquistato più sicurezza, più coscienza di me stesso e del mio corpo. Cose che tutti solitamente danno per scontate, io le ho trovate originali, appassionanti e in alcuni casi inebrianti. E' come se fossi rinato appunto, se avessi imparato a respirare, toccare e vedere. Sono stato cieco per gran parte della mia vita e ora sorrido per le più piccole cose, per le piccole gioie quotidiane che troppo spesso sottovalutiamo.
Ovviamente il cammino è ancora lungo ed è giusto che sia così. Anzi, meno male che è così! Sì, perché voglio imparare cose nuove, migliorarmi ancora di più e mettere a nudo quella parte di me che per troppo tempo ho assecondato e che voglio assolutamente debellare dalla mia vita.

Dovrei quindi ringraziare il passato? Senza l'oscurità sarei riuscito ad apprezzare così tanto la luce?
LucaCP alle 20:07 in: scleri giornalieri
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giovedì, 18 settembre 2008
Annuncio per tutti i visitatori del blog: siate i miei occhi! Girate tutte le librerie della vostra città e ditemi se trovate una copia di "Nodo di Sangue" di Laurell Hamilton. Ovviamente la versione cartonata e chiccosa della Nord, non quella pacchiana e triste della TEA. Online risulta esaurita, su ebay c'è un'asta ma sono sicuro che all'ultimo momento qualcuno me lo soffierà. Idem per altri siti "compro/vendo" a cui ho scritto e in cui sono stato snobbato.

Completate la missione e sarete eletti "Mr e Mrs Libro" del blog XD

PS: Ragazzi, è diventata una questione di principio. Devo leggere questo romanzo ;_; Help!
LucaCP alle 15:58 in: recensioni libri
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martedì, 16 settembre 2008
Le mie ultime letture sono state un disastro. Strano che non ho perso la voglia di leggere! Ok, è impossibile, ma potrebbe capitare. Insomma, oggi ero talmente depresso che mi sono rifugiato in Anne Rice; il dramma è che si tratta di "Marius", l'ultimo romanzo edito dalla TEA. Ce la signifie (che francese orrendo) che appena lo finisco mi toccherà prendere "Blackwood Farm" in versione mutuo (20 euro). Ma per AnnyDear questo e altro!





Cosa hanno in comune questi romanzi? Sono orrendi! Forse solamente "L'eleganza del Riccio" si salva, merito degli ultimi cinque capitoli (un miracolo). Per il resto abbiamo la solita trama banale, i soliti cliché del fantasy o della letteratura in genere. Una scrittura presuntuosa e pretestuosa, scrittori che cercando di essere originali sono caduti nel baratro della banalità. E pensare che mi reputo un lettore 'aperto', che non si lascia influenzare dai pregiudizi e con sempre troppe aspettative... puntualmente deluse!

Anny Cara, meno male che ci sei tu!

PS: E ora vado a prepararmi psicologicamente per domani. Torno alla casa madre, il luogo di profondo orrore che ha sconvolto intere generazioni (leggasi "università").

                            
LucaCP alle 19:51 in: recensioni libri, scleri giornalieri
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domenica, 14 settembre 2008
Qual è la cosa più bella che potrebbe accadere nel mondo?
Un piccolo aiutino: bianchi e tondi! Come dite? Copribicchieri? Ebbene sì! S. è tornata da Londra e mi ha riportato dei fantastici copribicchieri inglesi. Finalmente il sogno della mia vita sta per avverarsi, sorseggiare un cappuccino per strada con un coperchio che mantiene caldo il tutto e mi permette di sorseggiare avidamente la bevanda!



PS: Ok, forse il sogno della mia vita è un pochino triste... un pochino tanto triste...
LucaCP alle 18:04 in: scleri giornalieri
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