giovedì, 29 maggio 2008
"Il romanzo parte dal misterioso ritrovamento di un antichissimo e incomprensibile libro che parla di ancestrali saggezze e di arcani, magici poteri, che potrebbero liberare le genti dalle forze del male che come ombre malefiche aleggiano sulle loro esistenze, sempre pronte a dominarle. Pochi in questo mondo possono intravedere l'importanza di quello che c'è scritto nel libro, e uno di questi è Burk un saggio della stirpe dei Baile, una razza poco longeva che però possiede facoltà di gran lunga superiori a tutte le altre che popolano il Mondo Interno. E sarà lui, accompagnato da un eterogeneo ma compatto gruppo di amici che partirà alla ricerca delle "Sette Gemme dell'Equilibrio"." [IBS]

Ho appena terminato la lettura, quindi le impressioni saranno a "caldo", meno trattenute, forse meno diplomatiche. Avevo una gran paura di leggere questo romanzo; nei precedenti due Andrea D'Angelo aveva intessuto una rete intricatissima di eventi e personaggi, vicende all'apparenza secondarie e che invece si sono riflettute (molto) sulla trama principale. Da qui la mia paura: e se "La Fortezza" non è all'altezza della trilogia di cui fa parte? E se il tutto si concluderà con l'happy ending di turno?
Non che ci sia qualcosa di male a terminare con un "vissero felici e contenti", ma da Andrea D'Angelo uno si aspetta l'originalità, il dolce-amaro per intenderci. E difatti non sono sono rimasto deluso. A partire dalle trame principali:

- Viaggi di Tarko e Balko
- Viaggi di Lork e Procax
- Missione di Librek e Shine
- Missione di Matha

Ci sono poi i fronti secondari, i ribaldi e le truppe di Lork, che in questo romanzo però hanno un ruolo abbastanza marginale. La trama 1 sviluppa appieno due personaggi rimasti - per me - un po' troppo in sordina. Anche se a Tarko era stato dato molto spazio nel villaggio dei Baldar (nel libro precedente) mi era sempre parso superficiale, poco descritto. Stessa cosa per Balko. Quindi sono rimasto piacevolmente sorpreso nel leggere le loro avventure. Unica cosa che non ho ben capito (SPOILER): ma quindi tra loro non c'era alcun legame di sangue? Mja Dell dice qualcosa quando li salva, come se si fosse finalmente accorto della verità, ma io non ci sono arrivato.
La trama 2 è interessante come sempre, anche se abbastanza breve. Specie l'epilogo finale... sì, è coerente, ma per un attimo mi ero tipo immaginato una battaglia tra l'amuleto di Tarko e Lork... forse a pensarci meglio preferisco la versione ufficiale!
La missione di Librek e Shine è quella che più mi è piaciuta. Interessantissimo il personaggio della Cacciatrice di Anime, da adombrare completamente quello del Generale disertore. Anche questa missione ha un finale dolce amaro, con un Procax sulle loro tracce...
In conclusione posso dire di aver apprezzato davvero molto questo romanzo, più dei precedenti due. In verità l'intera trilogia è interessante, ma preferisco quest'ultimo capitolo per tre semplici motivi:

  • Il finale dolce-amaro
  • Lo stile di Andrea D'Angelo che finalmente appare meno "statico", più "dinamico" e addentro alla storia
  • Le ambientazioni, Mistik in particolare.
***Piccolo Sfogo - Spoiler***
Perché uccidere Ratan? Il mio personaggio preferito!
***Piccolo Sfogo - Spoiler***

Non dirò altro per non rovinare la lettura a chi vuole iniziare la trilogia, ma un'ultima nota mi pare doverosa: il fantasy italiano è vivo e vegeto, come avrete ben capito. Basta parlare della morte di un genere che invero è ben più prolifero di quanto appaia. Andiamo oltre i grandi nomi delle pubblicità, cerchiamo per davvero tra gli scaffali delle librerie. Fortunatamente Andrea D'Angelo è stato - meritatamente - pubblicato da un grande editore, ma non tutti gli scrittori in circolazione sono al suo livello. Penso che questo faccia riflettere.

PS: Ho appena scoperto che esiste anche un cofanetto per i tre libri della trilogia... Perché sono sempre l'ultimo a sapere le cose? T_T

LucaCP alle 17:40 in: fantasy, recensioni libri
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martedì, 27 maggio 2008
E tornò quindi l'estate. Stranamente ne sono felice. Sarà che rispetto allo scorso anno sono cambiato, ma ho smesso di odiare i "tre mesi di fuoco". Anzi! E' da queste piccole che uno si accorge del proprio percorso. E proprio con l'entrata dell'estate io mi sono reso conto di essermi evoluto. Meglio che tardi che mai, no? =P
Vi lascio con una canzone che scrissi per il gruppo con cui suonavo. Il testo è abbastanza particolare, una donna accusata di stregoneria e bruciata sul rogo. Ditemi che ne pensate ^_^

VENEFICIUM - MOTHER TEAR

No child, no pain,
no cross among the saints
the wings are still cold
the pray was already told.
The priest claims the hell
the gate is open, he'll send
your soul in the flames, the black ones,
they'll purify your soul, for what
you've done.

Screaming is useless, the trial starts
they are against you, no one of your part
disappointed husband, crying child,
they know the truth, not the one in your mind.
No more between your arms,
they'll take him away from you
blond hairs so far away
she can't listen what you say...

The judge is sure, the hell will eat
your body remains, a juicy meat.
Faith is gift, gift is pain
be happy now for being blamed.

The pyre was built in front of the church,
Christ can see you, but he accept the fate.
Now you are all alone in this empty space
you can see them, but their sight can't reach your face.
The tear is falling between the flames,
it's freezing on earth, the sign has been made.
End of the proof, to save your life,
you're just a witch, no more a wife.

The judge is sure, the hell will eat
your body remains, a juicy meat.
Faith is gift, gift is pain
be happy now for being blamed.
LucaCP alle 15:00 in: musica, gruppo, scleri giornalieri
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domenica, 25 maggio 2008
"E' la solitudine, la "maledizione" che si impadronisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la "maledizione" della sua solitudine e desidera rinascere come mortale, liberandosi quindi del suo corpo di "non-morto" e impadronendosi di un corpo "vivo". Intraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all'incontro cruciale con l'unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. Più sinistro e malvagio di un demone, il Ladro di Corpi si impadronisce con l'inganno del corpo vampiresco di Lestat, il quale, rinchiuso come anelava nel corpo mortale, scopre."

Sorpresa. Stupore. Un romanzo partito in sordina e che si è subito imposto nella mia lista di libri "da leggere assolutamente". Non ha nulla a che vedere con la precedente trilogia Akasha-centrica, qui si parla di avventura. Credevo che di Lestat la Rice avesse oramai detto tutto ed invece il suo personaggio continua a sorprendere.
Il capitolo finale in particolar modo è geniale. Ha messo in discussione tutto ciò che era stato detto in precedenza. In "Intervista col Vampiro" Louis ci dipinge un Lestat crudele e senza cuore. In "Scelti dalle Tenebre" Lestat stesso nega quanto detto dalla sua creatura, apparendo in maniera completamente diversa. Dimostra di avere un cuore, di poter soffrire. E in questo "Ladro di Corpi" nuovamente tutto viene a svanire. Il destino di Talbot è l'emblema del personaggio vampiresco della Rice, ne rappresenta la massima espressione. Lestat rivela la sua natura, la sua crudeltà e scherza con quanto detto in precedenza. Sicché il lettore alla fine si ritrova a pensare al primo romanzo della serie. E se Louis avesse ragione? E se fosse davvero Lestat ad aver ingannato l'ignaro spettatore?
Sublime lo stile della Rice, qui in tutto il suo splendore. Meno prolissa del solito, meno divagazioni filosofiche a tratti non-sense, meno stanchezza. L'autrice ha svecchiato un personaggio che col tempo era apparso sotto tono e mi ha lasciato con la voglia di saperne di più su di lui.
LucaCP alle 20:05 in: recensioni libri, anne rice
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martedì, 20 maggio 2008
"Da 6000 anni Akasha e Enkil, sovrani dei dannati, dormono un sonno profondissimo, una sorte di 'vita sospesa' tra la vita e la morte. Qualcuno ha vegliato su di loro per tutti questi secoli, perché, se uno di loro dovesse morire, tutti i vampiri della terra scomparirebbero. Ma ora Lestat, il vampiro divenuto una famosa rockstar degli anni '80, ha risvegliato la 'regina dei dannati', pronta a realizzare il suo sogno di dominio assoluto sugli uomini e sui vampiri al fianco di Lestat di cui è perdutamente innamorata. Solo le due gemelle vampire dai capelli di fuoco potranno salvare il mondo e sopraffare la potente e sanguinaria sovrana."

Da molti è stato definito il libro più brutto di "Anne Rice", la sua opera più frettolosa, con una trama banale e personaggi stereotipati come nelle peggiori fan-fiction. Io non la penso così. Penso che in questi tre romanzi delle "Cronache dei Vampiri" ci sia stato un crescendo: si è passati da una dimensione minuscola, quella del Louis di "Intervista col Vampiro" ad un mondo intero, "La Regina dei Dannati", passando per il Lestat di "Scelti dalle Tenebre", in cui vengono introdotte le origini della stirpe oscura. Il punto forte di questa saga è senza dubbio la coerenza interna, il fatto che niente è lasciato al caso, che ogni singolo evento e personaggio abbia una sua specifica funzione narrativa. Tra l'altro nella "Regina dei Dannati" fanno la loro comparsa vampiri antichi come Santino e Pandora, echi di secoli oscuri che hanno molto da dire. E infatti a loro Anne Rice ha iniziato a dedicare un nuovo ciclo, quello di cui per ora fa parte "Pandora". Vado pazzo per queste trame intrecciate, per i colpi di genio che l'autrice dispensa con parsimonia, intrigando il lettore quanto basta per andare avanti nella storia, riacciuffandolo poi nei momenti di distrazione (che in questo romanzo poi, si contano sulle dita di una mano, per fortuna!). Insomma, meno divagazione sull'essenza della vita e più azione, ma questo non è un punto a sfavore, anzi! Anne Rice è estremamente prolissa, ma per fortuna ha uno stile che raramente annoia e che coinvolge il lettore per 500, ma anche 600 pagine. Quindi, ogni tanto, qualche "combattimento" ci sta proprio bene.
Passando alla storia, ne sono rimasto stupito. Avevo visto due volte il film che ne era stato tratto, ma mi ero accorto di alcune scelte infelici degli sceneggiatori che non potevano essere state partorite da Anne Rice. E infatti il romanzo è completamente diverso, a partire dai reali intenti di Akasha, sino ad arrivare al modo in cui viene "uccisa". E le due gemelle! Ho letteralmente divorato i tre capitoli che le riguardavano, i flashback sull'antico Egitto e sulle usanze dei piccoli villaggi limitrofi.
Inutile dire che mi sono procurato il romanzo successivo, "Il Ladro di Corpi", anche se nutro delle riserve riguardo alla storia. Non so, per quanto mi riguarda Anne Rice avrebbe anche potuto fermarsi e dedicarsi solo ai romanzi spin-off, come "Armand il vampiro", "Il vampiro Marius" e "Pandora", senza per forza scomodare il personaggio di Lestat, su cui pare si sia già detto tutto. Ma comunque intendo leggerlo, vediamo come procede :)
LucaCP alle 16:19 in: recensioni libri, anne rice
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lunedì, 19 maggio 2008
Questa mattina, come sempre, ho portato fuori il mio cane. Siamo andati al parco davanti casa e lì l'ho lasciato libero di correre e svagarsi un pochetto, controllando però scrupolosamente la zona (ripenso ancora a quando è stato morso...). Proprio quando stavo per legarlo e riportarlo a casa ho notato un grosso cane bianco (penso fosse un pastore abruzzese), il pelo sporco di aghi di pino e erba varia, gli occhi tristi. Cercava di avvicinarsi a delle persone e queste lo allontanavano con i piedi, gli urlavano contro. Non avevo mai visto quel cane e a giudicare dallo strano comportamento, fin troppo amichevole, ho capito che era stato abbandonato da poco. Bastardi. Ecco cosa ho pensato e cosa continuo a pensare. Tempo fa mi capitò di vedere un pastore tedesco quasi cucciolo, ma poi vennero a prenderlo e lo portarono al canile. Questo cagnone bianco non aveva avuto però la stessa fortuna. Dei cani adulti se ne fregano. Per fortuna che la gente del vicinato porta loro da mangiare: il macellaio qualche bistecca e il forno qualche pezzo di pane e occasionalmente delle pizzette o ferratelle (non troppo zuccherate, perché dopotutto non vogliono ucciderli!). Anyway, stavo legando il cane quando la bestiona bianca mi si avvicina con lo sguardo triste. Io non resisto e gli faccio una carezza. Lui inizia a scondinzolare contento. Il mio cane passa dalla gelosia alla solidarietà, iniziando a giocare con il cugino "leggermente" più grande. Rimango quindi al parco un'ora in più. Ma il peggio arriva quando si fa tardi e devo andarmene. Penso che sarebbe bello portare il cagnone con me, nutrirlo, pulirlo, addomesticarlo. Penso anche a quanto è strano camminare con lui che mi segue, abituato alla bassa statura del mio Lucky! Poi però lui va via e io resto solo. E' stato lui per primo a capire che non poteva venire con me e mi ha tolto un bel peso; non sarei mai stato capace di distaccarmene da solo. Io sono fatto così, troppo tenero con gli animali (forse ancora di più che con le persone). La morale della favola? Domani mi porterò dietro qualcosa da lasciargli, se lui me lo permetterà!
LucaCP alle 17:55 in: scleri giornalieri
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mercoledì, 14 maggio 2008
Stanchezza, stanchezza, stanchezza! Sono sull'orlo dell'esaurimento, non ne posso davvero più. Questo è il mio primo anno d'università fuori corso (evitabilissimo, ma ho perso un anno a causa del progetto "scrittura") e ho già sostenuto cinque esami. A giugno ne avrei dovuti dare altri due, ma ho avuto la brillante idea di aggiungerne un terzo, tanto per essere sicuro di stressarmi ben bene. Il fatto è che solo in questo modo posso essere sicuro di finire definitivamente l'anno prossimo (con gli ultimi 6 esami) e liberarmi da quella che è diventata una palla al piede. Ricordo ancora quando guardavo all'università con occhi speranzosi, certo che vi avrei trovato stimoli e quant'altro. Bé, niente di simile è accaduto. La mia strada l'ho trovata al di fuori, nell'hobby più insospettabile che potesse esserci: la lettura. Leggendo si impara a scrivere, questo è un dato di fatto. Ma con le università della mia città, cosa si impara? Termini tecnici, infarinatura di base, e poi? Forse è lo stress che parla e il mio povero neurone superstite ha alzato bandiera bianca, ma sento tantissime pressioni su di me. Le aspettative della famiglia, le aspettative dei parenti... ma io cosa voglio? Alle volte mi sento in colpa per aver "perso" un anno di università a causa della scrittura, anche se alla fine mi è andata bene. Ma il solo fatto di dire "perso un anno" è indicativo di quanto incolpi me stesso. Sono un eterno insoddisfatto o forse un pessimista... o un pessimo ottimista.

PS: Ho finito ieri di leggere "Dracula". Un romanzo stupendo, su cui oramai si è già detto tutto. Leggendo la prefazione però mi è venuta voglia di comprare qualcosa di Polidori e di Shelley. Troverò mai il tempo?
LucaCP alle 21:39 in: recensioni libri, università, scleri giornalieri
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domenica, 11 maggio 2008
E' domenica sera e mi annoio. Cosa faccio? Un test sulla personalità ovviamente! Secondo me è geniale, c'ha azzeccato in pieno!

Orientamento Funzione dominante Funzione d'appoggio Funzione terza Funzione inferiore Tendenza
Introverso Sentimento Intuizione Sensazione Pensiero Giudicante

Questo tipo introverso sentimento riesce a coniugare delle caratteristiche apparentemente contraddittorie. E' infatti nello stesso tempo tranquillo ed appassionato, socievole e riservato. Ha una personalità complessa. Possiede una scala di valori molto differenziata che però non comunica apertamente o direttamente agli altri. La sua comunicazione è per così dire indiretta. Non cerca di spiegare o imporre i valori nei quali crede (come potrebbe fare un estroverso). Semplicemente si comporta in funzione dei principi ai quali aderisce. Per questo motivo può diventare un esempio per gli altri o anche essere un leader carismatico. E' generalmente una persona ben organizzata, decisa e capace di pianificare razionalmente la sua esistenza. Ama porsi degli obiettivi e muoversi in situazioni chiare e ben definite. La sua funzione inferiore è il pensiero. Non è particolarmente interessato ad analisi basate su un approccio freddamente logico e obiettivo. E' aperto e interessato alle nuove idee ma tende a focalizzare la sua attenzione solo su un numero limitato di esse. Quando si dedica o si interessa a qualcosa lo fa in maniera approfondita. Non è un superficiale. Rischia però di tralasciare dei dettagli pratici importanti o di non prestare sufficiente attenzione alle cose nuove che bisogna fare. In alcuni casi appare come un eccentrico o un visionario. Ha bisogno, come la maggior parte degli introversi, di periodi di solitudine o di isolamento. Può avere delle spinte religiose o interessi spirituali. Frequentemente è anche interessato al campo psicologico. Generalmente non ha un senso pratico sviluppato e può non essere molto realistico. Tende ad esprimersi in maniera chiara, soprattutto per iscritto. E' una persona tranquilla e gentile che sa ascoltare i suoi interlocutori senza cercare di imporsi. Attribuisce una grande importanza all'armonia delle relazioni e sopporta con difficoltà le situazioni di tensione. Può mancare di flessibilità e essere troppo drastico in alcune sue valutazioni. Tende ad offendersi con una certa facilità perché prende le cose molto seriamente e su un piano personale. Dal punto di vista lavorativo può essere attratto da professioni che lo mettano in contatto con le persone, soprattutto se gli consentono di instaurare rapporti personali. Essendo determinato ed organizzato può essere un buon dirigente. Preferisce le situazioni nelle quali può disporre di un grado elevato di indipendenza. Con le persone riesce a stabilire degli ottimi rapporti ma corre il rischio di non essere sempre giusto o imparziale pur di evitare degli scontri sgradevoli.

Fatelo anche voi, andando QUI!

PS: C'è una mia carissima amica che ha partecipato ad un contest letterario con un racconto. Io vi lascio il link e se ritenete opportuno votarla, fatelo. Tanto sono sicuro che il racconto vi colpirà, altrimenti non ve lo avrei consigliato :P

LINK

LucaCP alle 22:12 in: scleri giornalieri
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