sabato, 29 marzo 2008
Non so da dove iniziare. Le premesse sono sempre le stesse; ho terminato la lettura, quindi vuol dire che qualcosa di questo romanzo mi ha colpito, impedendomi di cestinarlo immediatamente. Però non nego di aver avuto molti momenti di noia, momenti che per pochissimo non mi hanno spinto ad abbandonare la lettura. Qual è stato allora il problema di questo "Chariza, il soffio del vento"? Sicuramente il fatto che mi ci sono imbattuto subito dopo "La porta di Tolomeo", continuando inconsciamente a fare paragoni tra le due opere. Francesca Angelinelli non me ne voglia, ma Stroud è per me inarrivabile, quindi non sto manco ad elencare in dettaglio le carenze di stile e via dicendo.
Ma andiamo con ordine. Un breve summary:
"Il mondo conosciuto è dominato dai Draghi: uomini e donne potenti. Ma i Draghi non conoscono tregua, la loro voglia di dominare gli altri è grande. Yoshio Ryokin è il Drago Dorato, e contro di lui si sta tessendo una trama di morte... Ryokin non si può fidare di molte persone, persino tra i suoi cavalieri Ryokin potrebbero serpeggiare tradimenti; ma si fida di una strana persona: Chariza. Chariza è una donna, una guerriera quasi impareggiabile, allevata ed istruita per essere forte in battaglia... ma Chariza è maledetta: un demone, al suo interno, la porta allo spasmodico desiderio della cupidigia; la vista dell'oro è per lei una ossessione invincibile, un richiamo che non ha confini... un richiamo per cui colpevolizza i Draghi oltre ogni altro essere umano. Chariza dovrà difendere il piccolo Suzume Ryokin e la madre, portandoli in giro per l'impero ed addestrando il piccolo a non fidarsi di nessuno... ma i nemici sono ovunque, e mentre la corte del futuro Drago Dorato è ospite del nobile Kaoru, un incendio divampa nelle sale della famiglia imperiale; lasciando nella polvere il cadavere dell'imperatrice. Da quel momento Chariza e Suzume, accompagnati da Yukai, un cavaliere Ryokin fedelissimo al sovrano, avranno il compito di riportare il giovane Suzume al palazzo imperiale..."
La storia sembrerebbe interessante, se non fosse che è fastidiosamente annacquata, digressioni interminabili e fuori luogo che rallentano notevolmente la lettura e la capacità di immedesimazione del lettore. I personaggi risultano di conseguenza ben sviluppati (forse fin troppo, non si lascia niente all'immaginazione) a discapito della narrazione. Lo stile è senza dubbio interessante e in alcuni momenti mi è parso di rivedere il mio di qualche mese fa; è adeguato ai tempi del libro e ne alleggerisce la pesantezza, tuttavia innegabilmente onnipresente.
Ma è l'ambientazione il pezzo forte di "Chariza, il soffio del vento". Un mondo orientaleggiante sublime, dettagliato e coerente. Per gli appassionati di manga costituirà senza dubbio un'attrattiva irresistibile. Io l'ho particolarmente gradito, anche perché si nota che l'autrice è a suo agio con la storia giapponese feudale e con le usanze orientali in genere. Complimenti dunque per l'inventiva e per lo studio accurato della trama. Avrei però voluto che la stessa cura fosse riservata anche per la trama; l'autrice ha spiegato nel suo sito che ha immaginato la storia in due atti, ma io sono sicuro che sarebbe riuscita a riassumerla in un solo romanzo, se solo avesse voluto. Sarebbe bastato eliminare qualche "episodio secondario" irrilevante.
Ricapitolando:
PRO: Stile, Ambientazione, Personaggi.
CONTRO: Storia, Copertina.
Io di sicuro aspetterò prima di comperare il seguito. Nonostante sul finire il romanzo mi abbia appassionato, non posso scordare la noia di duecento e passa pagine (sembravano il triplo, davvero). Vi lascio, come al solito, il link al sito dell'autrice:
giovedì, 27 marzo 2008
Cerco sempre di evitare i post personali, quelli in cui si parla di me e del mio "intimo". Non c'è un motivo particolare, forse solo una sorta di pudore che ho infine vinto dicendomi "se tieni un diario devi scriverci tutto quello che ti passa per la testa. Buttati senza tante remore!".
E così eccomi qua.
Normalmente sono una persona che appare fredda e distaccata. Sembro presuntuoso, altezzoso, sulle mie, quando invece non è così. Non so bene quando ho iniziato a mascherare ciò che sono veramente, forse è accaduto gradualmente, batosta dopo batosta (e dove per "batosta" intendo le delusioni affettive, che sono poi quelle peggiori). Ho avuto sempre molti conoscenti, ma solo pochi amici veri, amici con i quali parlare di tutto, con i quali sfogarmi se necessario e condividere le gioie - seppur rade - della vita.
Poi ogni cosa ha preso a mutare. Gli amici di infanzia hanno preso vie diverse, separate e i loro volti hanno assunto connotati diversi, indefiniti. Mantengo con loro un bel rapporto, le poche volte che li vedo, ma niente di che, niente che mi riporti indietro nel tempo, a quando giocavamo nel parco davanti casa mia, senza preoccupazioni, senza distinzioni.
Mentre gli anni passavano il mio carattere si evolveva lentamente. Diventavo introverso, chiuso e propenso a parlare dei fatti miei soltanto con pochissime persone. E sono proprio queste le persone che nel mio presente mi hanno deluso. Non do loro tutta la colpa, mi assumo le mie responsabilità, ma sono sicuramente limitate rispetto alla portata di quello che è successo.
Nel gruppo che frequentavo qualcosa si è intaccato. A nessuno importa aggiustare le cose e io sono stanco di rincorrere gli altri. Per una volta voglio essere rincorso io, per una volta voglio ricevere il rispetto che merito e che do sempre a tutti quelli che mi circondano.
Forse l'educazione non premia, forse bisogna essere avari, ipocriti, falsi, presuntuosi e tuttologi col prossimo, ma io continuo a farmi vanto dei valori che mi sono stati insegnati e a fregarmene del marcio che mi si para davanti.
Adesso sta a loro. Di sicuro, nel mio immediato futuro, non vedo che orgoglio. Basta essere umili se l'umiltà viene presa per debolezza.
E così eccomi qua.
Normalmente sono una persona che appare fredda e distaccata. Sembro presuntuoso, altezzoso, sulle mie, quando invece non è così. Non so bene quando ho iniziato a mascherare ciò che sono veramente, forse è accaduto gradualmente, batosta dopo batosta (e dove per "batosta" intendo le delusioni affettive, che sono poi quelle peggiori). Ho avuto sempre molti conoscenti, ma solo pochi amici veri, amici con i quali parlare di tutto, con i quali sfogarmi se necessario e condividere le gioie - seppur rade - della vita.
Poi ogni cosa ha preso a mutare. Gli amici di infanzia hanno preso vie diverse, separate e i loro volti hanno assunto connotati diversi, indefiniti. Mantengo con loro un bel rapporto, le poche volte che li vedo, ma niente di che, niente che mi riporti indietro nel tempo, a quando giocavamo nel parco davanti casa mia, senza preoccupazioni, senza distinzioni.
Mentre gli anni passavano il mio carattere si evolveva lentamente. Diventavo introverso, chiuso e propenso a parlare dei fatti miei soltanto con pochissime persone. E sono proprio queste le persone che nel mio presente mi hanno deluso. Non do loro tutta la colpa, mi assumo le mie responsabilità, ma sono sicuramente limitate rispetto alla portata di quello che è successo.
Nel gruppo che frequentavo qualcosa si è intaccato. A nessuno importa aggiustare le cose e io sono stanco di rincorrere gli altri. Per una volta voglio essere rincorso io, per una volta voglio ricevere il rispetto che merito e che do sempre a tutti quelli che mi circondano.
Forse l'educazione non premia, forse bisogna essere avari, ipocriti, falsi, presuntuosi e tuttologi col prossimo, ma io continuo a farmi vanto dei valori che mi sono stati insegnati e a fregarmene del marcio che mi si para davanti.
Adesso sta a loro. Di sicuro, nel mio immediato futuro, non vedo che orgoglio. Basta essere umili se l'umiltà viene presa per debolezza.
martedì, 25 marzo 2008
Carino il cambio di grafica, vero? Una cosina molto allegra, che sprizza di sicuro qualcosa, ma non allegria. Non so perché, ma con l'arrivo della primavera mi sento di umore decadente, anziché lasciarmi coinvolgere dall'euforia di massa che pare imperversare per le strade della città. Contenti loro...
Passando a cose veramente eccezionali, ho terminato l'ultimo capitolo dell'opera di Stroud. Di solito aspetto sempre un po' prima di leggere il terzo romanzo di una trilogia, perché il restare sempre nei margini di una sola storia, mi da un non so che di claustrofobico. Non so come spiegarlo, ma quando la lettura comincia a diventare pesante, allora è il momento di passare ad altro e di non farsi rovinare la giornata. Mi è capitato con opere "leggere" come quelle di Licia Troisi, con romanzi più "pesanti" come quelli di Andrea D'Angelo (di cui aspetto infatti a comperare l'ultimo romanzo della sua trilogia) ma non è accaduto questa volta.
Ho letto di fila i libri di Stroud con voracità assurda, macinando pagine su pagine senza neppure rendermene conto. La storia è di una bellezza disarmante, nonostante la Salani abbia provato a demolire i romanzi in tutti i modi, ora con copertine orrende, ora con traduzioni ed errori di ortografia dalla dubbia natura.
Come sempre non andrò nello specifico, limitandomi ad un breve estratto della trama che si trova inoltre in qualsiasi bookshop online:
"I destini di Bartimeus, Nathaniel e Kitty s'intrecciano un'ultima volta: ed è la resa dei conti. Finalmente si conosceranno i segreti del passato di Bartimeus, si potrà guardare oltre la Porta di Tolomeo, nel mondo dei demoni, ci sarà una battaglia senza esclusione di colpi che deciderà il destino dell'umanità in una spettacolare "notte dei morti viventi"."
Non mi vergogno a dire che alla fine qualche lacrima l'ho versata. Tale era il mio coinvolgimento che mi sono lasciato trasportare completamente dalla storia, ridendo alle battute di Bartimeus e commovendomi sul finire, con ii dialoghi strazianti, di uno spessore indescrivibile. Il Cancello (e non la "porta", come tradotto dalla Salani) si è aperto, gli argini hanno ceduto. Non mi capitava di provare simili sensazioni da anni. Forse mi ero abituato ad avere un atteggiamento distaccato nei confronti della lettura, ad un cuore arido di pietra che stentava a battere. Beh, con Stroud questo cuore ha battuto di nuovo e mi auguro di poter infondere nei miei scritti la stessa passione di cui sono permeati i suoi.
PS: Inutile dire che ve lo consiglio, giusto?
Ho letto di fila i libri di Stroud con voracità assurda, macinando pagine su pagine senza neppure rendermene conto. La storia è di una bellezza disarmante, nonostante la Salani abbia provato a demolire i romanzi in tutti i modi, ora con copertine orrende, ora con traduzioni ed errori di ortografia dalla dubbia natura.
Come sempre non andrò nello specifico, limitandomi ad un breve estratto della trama che si trova inoltre in qualsiasi bookshop online:
"I destini di Bartimeus, Nathaniel e Kitty s'intrecciano un'ultima volta: ed è la resa dei conti. Finalmente si conosceranno i segreti del passato di Bartimeus, si potrà guardare oltre la Porta di Tolomeo, nel mondo dei demoni, ci sarà una battaglia senza esclusione di colpi che deciderà il destino dell'umanità in una spettacolare "notte dei morti viventi"."
Non mi vergogno a dire che alla fine qualche lacrima l'ho versata. Tale era il mio coinvolgimento che mi sono lasciato trasportare completamente dalla storia, ridendo alle battute di Bartimeus e commovendomi sul finire, con ii dialoghi strazianti, di uno spessore indescrivibile. Il Cancello (e non la "porta", come tradotto dalla Salani) si è aperto, gli argini hanno ceduto. Non mi capitava di provare simili sensazioni da anni. Forse mi ero abituato ad avere un atteggiamento distaccato nei confronti della lettura, ad un cuore arido di pietra che stentava a battere. Beh, con Stroud questo cuore ha battuto di nuovo e mi auguro di poter infondere nei miei scritti la stessa passione di cui sono permeati i suoi.
PS: Inutile dire che ve lo consiglio, giusto?
LucaCP alle 17:19 in: fantasy, recensioni libri, novità grafiche
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venerdì, 21 marzo 2008
La mia mania per lo shopping ha raggiunto un nuovo livello. Ieri pomeriggio stavo controllando alcuni romanzi su ibs ed ecco che poso lo sguardo sulla malefica scritta:
Come resistere ad un simile invito? Così allettante che senza rendermene conto mi sono ritrovato a compilare un modulo d'ordine con il mio indirizzo. E tutto perché nella mia - modestissima - città non si trovano tutti i libri che cerco. Ho così ordinato "L'ultima profezia" di Chiara Guidarini e "Il destino degli Eldowin" di Laura Iuorio. Il primo arriverà tra tre settimane, il secondo tra tre giorni. Sì, perché non ho unito gli ordini e ho pagato due volte le spese di spedizione (cercate di capirmi, non potevo aspettare tre settimane!). Diciamo che non sono al sicuro neanche a casa, neanche se mi barrico in camera resistendo alla tentazione di comprare roba T_T
Così oggi mi sono svegliato soddisfatto, anche se ho rimpianto il caro buon vecchio acquisto in libreria. Non so, via internet appare tutto così veloce che se non ci stai attento ti ritrovi a spendere decine di euro in libertà! Tra l'altro, proprio pochi minuti fa, un corriere mi ha portato a casa un pacco. L'ho distrutto in un nano secondo (chissà perché mi prende così a male davanti ai pacchi cartonati) e ne ho tirato fuori il romanzo ordinato ad inizio mese: "Chariza, il soffio del vento".
Era ora! Con l'arrivo poi dei due recenti acquisti, posso dire :
1. Di essere al verde
2. Di avere almeno un mese occupato dalla lettura
3. Ops, c'è anche l'università di mezzo!
PS: Forse domani non ci sono, ne approfitto quindi per farvi oggi gli auguri di buona Pasqua! Divertitevi e mangiate tanta tanta tanta cioccolata anche per me, che quest'anno l'ho ripudiata!

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Come resistere ad un simile invito? Così allettante che senza rendermene conto mi sono ritrovato a compilare un modulo d'ordine con il mio indirizzo. E tutto perché nella mia - modestissima - città non si trovano tutti i libri che cerco. Ho così ordinato "L'ultima profezia" di Chiara Guidarini e "Il destino degli Eldowin" di Laura Iuorio. Il primo arriverà tra tre settimane, il secondo tra tre giorni. Sì, perché non ho unito gli ordini e ho pagato due volte le spese di spedizione (cercate di capirmi, non potevo aspettare tre settimane!). Diciamo che non sono al sicuro neanche a casa, neanche se mi barrico in camera resistendo alla tentazione di comprare roba T_T
Così oggi mi sono svegliato soddisfatto, anche se ho rimpianto il caro buon vecchio acquisto in libreria. Non so, via internet appare tutto così veloce che se non ci stai attento ti ritrovi a spendere decine di euro in libertà! Tra l'altro, proprio pochi minuti fa, un corriere mi ha portato a casa un pacco. L'ho distrutto in un nano secondo (chissà perché mi prende così a male davanti ai pacchi cartonati) e ne ho tirato fuori il romanzo ordinato ad inizio mese: "Chariza, il soffio del vento".
Era ora! Con l'arrivo poi dei due recenti acquisti, posso dire :
1. Di essere al verde
2. Di avere almeno un mese occupato dalla lettura
3. Ops, c'è anche l'università di mezzo!
PS: Forse domani non ci sono, ne approfitto quindi per farvi oggi gli auguri di buona Pasqua! Divertitevi e mangiate tanta tanta tanta cioccolata anche per me, che quest'anno l'ho ripudiata!

LucaCP alle 14:32 in: fantasy, recensioni libri, scleri giornalieri
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mercoledì, 19 marzo 2008
Come al solito, un breve riassunto della storia, fresco fresco da ibs:
"Un compito tanto arduo quanto delicato spetta a Nathaniel, ora che fa parte del Ministero degli Interni. Il giovanissimo e intraprendente mago deve individuare i membri della "Resistenza", responsabili degli attentati che colpiscono Londra. Ma le sue indagini si rivelano infruttuose, come i tentativi di infilarsi nel gruppo. Sulle tracce del golem, il mostro apparentemente indistruttibile che getta la città nel panico, Nathaniel parte alla volta di Praga, ed evoca il jinn Bartimeus."
Non dirò molto sullo stile di Stroud perché mi sperticherei nei soliti commenti entusiasti e di parte che spero anche voi condividiate. La sua bravura è addirittura cresciuta in questo volume, il suo modo di mostrare e di non limitarsi a "raccontare" (come molti amano sottolineare) è al solito eccezionale.
Parliamo quindi dei personaggi e della loro crescita. Ritroviamo Nathaniel e - of course - Bartimeus. Entrambi sono identici all'"Amuleto di Samarcanda", anche perché le vicende si svolgono soltanto tre anni dopo. Anzi, forse soltanto Nathaniel è cambiato di poco, assomigliando sempre di più a Lovelace e al suo modo di fare. Ma non è questa la novità, dal momento che già nel primo libro le avvisaglie erano chiare, così come era chiaro che Stroud è estraneo al buonismo e alle storielle scontate. Ancora non leggo il terzo e ultimo volume "La porta di Tolomeo", ma non mi stupirei se lo scrittore facesse morire tutti i personaggi. Anzi, Jonathan certe volte me lo immagino come un Eiichiro Oda sul punto di esplodere in tutta la sua pazzia.
Anyway, tornando a noi... in questo romanzo si da molto spazio alla Resistenza, all'altro lato della medaglia. E' interessante rivivere alcuni avvenimenti del primo libro dal punto di vista degli altri personaggi; vengono così chiariti gli avvenimenti oscuri e introdotti i veri "cattivi" della trilogia (ma ce n'era davvero bisogno?).
Spero di trovare il tempo di leggere l'ultimo capitolo di questa - interessantissima - trilogia al più presto, anche perché ne ho fin troppe aperte. Devo ancora leggere:
- "La fortezza" di Andrea D'Angelo, il terzo e ultimo romanzo.
- "Century", ultimi due volumi della quadrilogia.
- La trilogia completa di Garth Nix, che mi è stata prestata e che devo riconsegnare a fine aprile.
Ce la farò? Ne dubito! Senza contare che la mia wishlist cresce di minuto in minuto e non sono milionario abbastanza da comprare l'intera libreria sotto casa.
martedì, 18 marzo 2008
Oggi è una di quelle giornate in cui non mi va di fare niente e in cui ovviamente mi tocca studiare. Penso che a questo punto sia la noia a rompermi le scatole; mi ci sono talmente abituato che fatico ad adattarmi alle situazioni nuove, a tutto ciò che non conosco e che potrebbe anche piacermi (non lo saprò mai). Per me non c'è speranza? Sono destinato alla perpetua monotonia? Spero che tutto cambi nei prossimi giorni e che possa iniziare a lavorare attivamente sul mio romanzo. Non nego che non sono fatto per stare con le mani in mano.
E così le giornate tornano a scorrere tutte uguali. Il mio carattere tra l'altro peggiora, sempre più introverso, sempre più schizzato e psicotico se vogliamo. All'inizio credevo di essere io ad allontanare i miei amici, ma - sorpresa delle sorprese! - mi è stato fatto notare che non è affatto così! E' che io ho la sfortuna di circondarmi di persone fondamentalmente inutili, persone pronte a voltarti le spalle nel momento del bisogno e ad additarti proprio quando sei al culmine del disastro esistenziale. Fortunatamente le cose stanno cambiando. Nuove amicizie nel segno del Leone, come ama dire il mio oroscopo :P
E così le giornate tornano a scorrere tutte uguali. Il mio carattere tra l'altro peggiora, sempre più introverso, sempre più schizzato e psicotico se vogliamo. All'inizio credevo di essere io ad allontanare i miei amici, ma - sorpresa delle sorprese! - mi è stato fatto notare che non è affatto così! E' che io ho la sfortuna di circondarmi di persone fondamentalmente inutili, persone pronte a voltarti le spalle nel momento del bisogno e ad additarti proprio quando sei al culmine del disastro esistenziale. Fortunatamente le cose stanno cambiando. Nuove amicizie nel segno del Leone, come ama dire il mio oroscopo :P
mercoledì, 12 marzo 2008
"Century House la casa in cui Macy vive con il padre, la sorellina Caroline e due governanti, è avvolta da un velo che la rende invisibile a tutti. I suoi abitanti si svegliano al tramonto, si addormentano all'alba e ogni giorno si ripete identico all'altro, in un perpetuo inverno. Finché una mattina Macy trova sul suo cuscino un fiore di bucaneve. Chi l'avrà lasciato? E per quale motivo? I ricordi di un lontano passato cominciano ad affiorare e la ragazzina decide di scoprire il segreto che circonda la sua famiglia..."
Il fattore "Time loop" non è una novità. Ne hanno abusato moltissimi scrittori, è stato stravisto in vari telefilm, eppure in questo romanzo assume un'eccezione nuova. Non è al centro delle storie, ma funge da pretesto per l'innesco delle storie stesse. Ahimè anche le storie parrebbero banali: un amore tormentato che finisce male, una situazione familiare non delle migliori e... SPOILERINO tutti i membri del casato che sono immortali! Nonostante l'abbia chiamato spoiler, quest'ultimo fattore si scopre dopo le prime pagine, quindi state tranquilli. Non è il nome dell'assassino nel "Segreto dell'Alchimista"!
Ricapitolando:
- Presenza del Time Loop
- Trame banalotte
- Background dei personaggi un tantino superficiale e anonimo
Sembra l'elucubrazione di un pazzo, ma vi assicuro che appare chiaro al lettore medio, quello che si avvicina ai romanzi con intento critico e non tanto per perdere tempo. E se si riesce ad andare oltre le apparenze, ecco che si svelano le vere tematiche di Sarah Singleton e del suo romanzo, ingiustamente relegato nella collana "Piemme Junior" soltanto per il fattore vagamente fantasy.
Io mi sento di consigliarvi questo romanzo per tanti motivi diversi, ma il principale è che mi ha colpito. Purtroppo ne sono rimasto folgorato a poche pagine dalla fine (sono solo 200 pagine, cioè niente se siete abituati ai mattoni della Salani) e sono stato costretto a rivedere alcune cose dall'inizio, rendendomi conto di quanto fossi stato ottuso!
Beh, io la mia l'ho detta, ora sta a voi :P Nel frattempo cercherò di trattenermi dal divorare "Coraline"!

















