giovedì, 28 febbraio 2008
Premetto che non mi piacciono le etichette, anzi. Credo che staremmo molto meglio se la si smettesse di etichettare tutto e tutti. Però su una cosa sono d'accordo; credo che sia vera l'affermazione "per capire com'è qualcuno, basta vedere ciò che legge".
E' uno dei principali motivi che mi hanno spinto a creare una mia pagina personale su aNobii. Perché ho trovato moltissimi romanzi interessanti, letture che non avrei mai pensato di fare e che ho scoperto grazie ai tanti utenti che lasciano recensioni e pareri. Senza contare che è interessante studiare la "psicologia" di chi si ha di fronte, cercare di estrapolare quanto è possibile da una breve occhiata nella loro libreria.

Cambiando argomento, come dicevo ieri, ho terminato la lettura di "Io sono Leggenda" in tempo record, poco più di due ore. Che dire... un libro stupendo, che non ha nulla a che vedere con l'omonimo film. Il tema di fondo è stato irrimediabilmente distorto, la psicologia dei personaggi travisata ed estremizzata in maniera ridicola. Però non posso negare che si tratti - a modo suo - di un bel film. Basta non aver letto il romanzo : P

E ora, mentre fuori il cielo si fa sempre più scuro, inizio l'allegra lettura dell'"Amuleto di Samarcanda". Speriamo che sia bello come dicono!


LucaCP alle 14:23 in: film, fantasy, recensioni libri, scleri giornalieri
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mercoledì, 27 febbraio 2008
Post telegrafico. Sono andato a lezione e ovviamente continuo a non capire nulla di informatica. Inutile chiedersi cosa c'entri questa materia col mio corso di laurea. Nel frattempo ottime notizie sul versante dei libri. Mi è stato prestato "Io Sono leggenda" di cui avevo letto qualcosa anni fa ma che effettivamente ricordo a stento... ho anche fatto un acquisto impulsivo, il primo volume della trilogia di Bartimeus, "L'anello di Samarcanda". Spero di iniziarne la lettura domani, anche perché "Io sono Leggenda" l'ho quasi terminato...
LucaCP alle 17:51 in: fantasy, recensioni libri, università, scleri giornalieri
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venerdì, 22 febbraio 2008
Ho finito di leggere "La storia infinita". Un libro stupendo, ben lontano da ogni mia aspettativa. E pensare che solitamente quei romanzi in cui l'autore si rivolge apertamente ai suoi lettori con frasi del tipo "Sappiate che..." non li ho mai retti... e invece! Che splendida sorpresa! Ma è normale che durante tutta la lettura mi sia rimasta in testa la canzone "Mad World" di Gary Jules?

MAD WORLD

All around me are familiar faces
Worn out places
Worn out faces

Bright and early for their daily races
Going nowhere
Going nowhere

Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression

Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy birthday
Happy birthday

Made to feel the way that every child should
Sit down and listen
Sit down and listen

Went to school and I was very nervous
No one knew me
No one knew me

Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
enlarged in your world
Mad world

LucaCP alle 14:52 in: musica, fantasy, recensioni libri, scleri giornalieri
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mercoledì, 13 febbraio 2008
Quali sono le caratteristiche principali di una trilogia fantasy? Tra i pregi senza dubbio la migliore descrizione (psicologica e non) dei personaggi, la graduale introduzione delle vicende che man mano verranno sviluppate a dovere e una trama solida che emerge pagina dopo pagina, coinvolgendo il lettore. Ma non scordiamo i difetti, che quasi sempre riguardano il secondo libro (volume di mezzo) e alle volte quello finale.
"L'arcimago Lork" non ha grandi difetti secondo me, se non quelli insiti nel genere a cui fa riferimento. E' un romanzo di transizione, in cui si riprendono le fila tessute in precedenza e se ne introducono di nuove, con inevitabili colpi di scena (il legame di sangue Balko-Tarko su tutti) che si presta a molteplici interpretazioni. Ma non finisce qui. In altre trilogie fantasy mi sono sorpreso davanti alla pesantezza dei "volumi di mezzo", necessari sì per la narrazioni, ma di una monotonia assurda, con il gravoso compito di rallentare il ritmo del libro I e preparare alla conclusione del libro III. In questo caso invece la sorpresa è stata differente: ho divorato questo romanzo nella metà del tempo impiegato per le "Sette Gemme".

Mi rendo conto del perché solamente ora. Innanzitutto l'azione la fa da padrona; non ci si limita a riprendere le trame del passato e a dare loro una svolta, ma se ne introducono di nuove e ancora più interessanti. Ho amato l'avventura nel villaggio dei Baldar, la ricerca personale di Tarko, tra l'altro condotta con maestria e non in modo superficiale. Il tutto insomma risulta credibile e credetemi, non è cosa da poco. Specie quando il "rischio scivoloni" è in agguato e pronto a divorare lo scrittore alla minima distrazione. Complimenti dunque ad Andrea D'Angelo che non c'è cascato! Ha dosato il giusto spazio per ogni personaggio (anche se mi è dispiaciuta l'assenza, purtroppo necessaria, di Ratan e del resto della Congregazione) per ogni evento e per ogni comprimario. Difatti è raro che chi non sia protagonista venga trattato come tale; in questo romanzo invece accade il contrario, si esce fuori dagli schemi.

Se dovessi dare un voto a "L'arcimago Lork" sarebbe senza dubbio più alto rispetto al suo predecessore, ma dopotutto non sono un critico, né aspiro ad esserlo (non ne ho le capacità ^^) quindi mi limiterò a commenti di parte e assolutamente soggettivi: Comprate questo romanzo che ne vale la pena!

Vi lascio come al solito il link al sito di Andrea D'Angelo. Consiglio una visita anche ai principianti scrittori, che troveranno nella rubrica di Scrittura un valido aiuto.

PS: Inutile dire che ho ordinato "La Fortezza" (il volume conclusivo della trilogia) ma già so che arriverà tra svariati giorni, per non dire mesi. Mi consolerò con "La storia Infinita", di cui, manco a dirlo, posterò un brevissimo parere a fine lettura :P
LucaCP alle 16:21 in: fantasy, recensioni libri
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lunedì, 11 febbraio 2008
In attesa di un bel post sul romanzo "L'Arcimago Lork" (che conto di finire domani) permettetemi qualche sfogo sui manga che sto seguendo. Come non iniziare da "One Piece"? Oda caro, ma che cavolo mi combini? Mi appello al tuo buon senso e spero che tu possa confermarmi quella che per me è già una certezza: sei forse impazzito del tutto negli ultimi anni? Mi devo aspettare escamotage hentai alla "Bastard"? Cioè, gli ultimi volumi stanno perdendo di senso! Non posso dire nulla sullo stile, sulle storielle e via dicendo, ma cavolo, possibile che la storia non vada avanti più di tanto? Sempre le stesse identiche cose, viaggi all'ultimo minuto, città bizzarre e politicamente scorrette, personaggi che definire inutili è dire poco. Ammettilo caro Oda, hai forse finito le poche cartucce che ti restavano? Non temere, continuerò a seguirti anche se deciderai di far compiere a Rufy un'avventura nel mondo di "Alice nel paese della meraviglie", ma basta con città delle nuvole, mondi sommersi o regni in decomposizione!

Il secondo appello lo rivolgo invece al mangaka di "Bleach". Caro Tite (wow, che nome cool), mi spieghi anche tu dove vuoi andare a parare? La storia del regno degli shikigami è stupenda, i personaggi sono tantissimi ( a stento ne ricordo i nomi), ma funzionali allo svolgersi degli eventi. Eppure non posso fare a meno di domandarmi: stai allungando il brodo come il collega Oda? Non sai cosa fare una volta che Ichigo torna sulla terra? Non so, mi sembra che ti stia perdendo troppo in chiacchiere e dialoghi non-sense, senza invece curarti dell'ambientazione, sempre uguale, e degli episodi secondari che nei primi tankobon avevano un loro perché. Ma anche tu, non temere. Ti seguirò anche se tra poco i personaggi diventeranno i "Cavalieri dello Zodiaco".

E ora me ne torno alle mie belle letture, anche perché, prima di immergermi nella "Fortezza" (ultimo volume della trilogia delle "Sette Gemme") dovrò divorare "La storia infinita", romanzo che ammetto di non aver mai letto. Ne ho apprezzato la trasposizione cinematografica, ma i vari pareri letti nel web mi hanno convinto a leggere l'originale cartaceo, a detta di molti superiore al film. E allora così sia. Mi "sacrificherò" per il bene comune!

LucaCP alle 13:57 in: fantasy, recensioni libri, scleri giornalieri
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venerdì, 08 febbraio 2008
Come promesso, ecco un bel post sul "Segreto di Krune", romanzo che ho iniziato un tantino prevenuto (come sempre del resto), ma che mi ha fatto cambiare idea sin dalle prime pagine. La storia:

"Il Matriarcato di Krune: un regno retto dalle donne, uniche depositarie della magia, strumento con cui costringono gli uomini all’obbedienza e fronteggiano le creature mostruose che s’aggirano oltre le mura delle loro città. L’apparizione di un uomo capace di non subire i loro incantesimi e di servirsi egli stesso della magia.
L’epopea di una donna del Matriarcato che, suo malgrado, si vede costretta a seguirlo in un viaggio pieno d’insidie per cercare di scoprire chi sia quello straniero e come mai sia dotato di quegli straordinari poteri.
La scoperta che forse non tutto quello in cui lei aveva sempre creduto corrisponde alla verità e che, celato da qualche parte oltre i confini di Krune, c’è un segreto che può cambiare per sempre la storia del Matriarcato e la vita dei suoi abitanti."


Lo stile è assolutamente fluido, privo di sbavature (anche grazie al preciso editing che è stato svolto) e convincente al punto giusto. In alcuni tratti pecca di impersonalità, ma non è assolutamente una nota negativa, quanto  una scelta narrativa che io per primo ho provato ad applicare, ma i cui risultati non mi hanno mai convinto pienamente. Grande applauso dunque a Michele Giannone, che si conferma un ottimo scrittore e un arguto osservatore. Per quanto riguarda la storia, in alcuni tratti mi è parso di rivedere il mondo sotterraneo descritto da Salvatore nel "Dilemma di Drizzt", il matriarcato retto dalle case più influenti del regno. Come non citare la matrona Malice e la matrona Baerne, di cui ad oggi rammento persino alcuni dialoghi?

La bravura di Giannone però sta nel non soffermarsi troppo a lungo nel matriarcato di Krune, ma dando il giusto spazio anche alle altre tribù esterne, ai loro usi e costumi e alla magia di cui dispongono. Qua e là ho letto recensioni in parte negative, persone che contestavano la scorrevolezza della trama e alcuni punti cardine trattati con sufficienza. Mi dispiace, ma io non li ho trovati. Forse sono anche io superficiale, ma sono del parere che quando una storia affascina non ci si aggrappa ai minuscoli errori di "battitura" o di "strategia militare". Farlo sta a significare che non si è stati presi dalla storia, quindi perché andare avanti nella lettura? Mi pare un controsenso. Nessuno ci punta la pistola alla tempia, siamo liberi di leggere quello che vogliamo, o sbaglio?

I personaggi sono assai affascinanti, Jaat in primis. Giannone ribadisce più di una volta che la protagonista è Mareq Tha, ma a me sembra Jaat il vero protagonista, assieme all'Unicorno, di cui non vi svelo il ruolo per non spoilerare in dettaglio la storia. Se dovessi dare un giudizio oggettivo, consiglierei l'acquisto di questo romanzo a tutti gli appassionati di fantasy, anche a coloro che nutrono dei pregiudizi nei confronti della narrativa fantastica italiana. Ma un parere soggettivo, sarebbe di gran lunga differente, dettato forse dalla sensazione spiacevole che ho provato verso la fine. Tanti interrogativi lasciati aperti, tanti personaggi non trattati con la dovuta cura. Avrei preferito piuttosto una trilogia, che avrebbe dato all'autore il tempo di dimostrare ciò di cui è capace; difatti mi sembra sempre molto trattenuto, sul punto di esplodere, per poi arrestarsi come se il tempo a disposizione fosse scaduto. Ma questo, ovviamente, è un parere soggettivo, dettato dal semplice coinvolgimento con un romanzo che non nascondo di aver apprezzato.

Complimenti ancora a Michele Giannone. Mi aspetto un secondo libro, voglio assolutamente le risposte che mi mancano >___<!

PS: Lode inoltre all'aspetto esteriore del romanzo, forse la cosa più superficiale ma anche quella che colpisce per prima. L'impaginazione non ha nulla da invidiare alle altre case editrici, forse un pochino più conosciute!
LucaCP alle 14:31 in: fantasy, recensioni libri
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giovedì, 07 febbraio 2008
Ah, il po' di meritato riposo! Ieri sera sono andato finalmente a vedere "Cloverfield" e non posso che confermare l'opinione positiva che avevo ancor prima di entrare in sala. Certo, quando le luci si sono spente ed è apparsa la schermata bianca con l'avvertimento dell'FBI già ero con i nervi tesi. Perché questo e altro mi aspettavo da J.J. Abrams, un regista che ho adorato in "Alias" e che si è superato in "Lost", con trame sempre all'altezza della situazione e segreti mai banali ma sempre ben descritti e appena accennati.

La storia penso la sappiate tutti, una creatura che appare dal nulla a New York e che senza un apparente motivo inizia la sua opera di distruzione di massa, radendo al suolo la città. Protagonisti inconsapevoli della vicenda un gruppo di ragazzi che sino a poco prima dell'attacco stavano partecipando ad una festa di addio; un loro amico il giorno dopo sarebbe dovuto partire per il Giappone, grazie ad una promozione o qualcosa di simile.

Il film è interamente ripreso in maniera amatoriale, dagli stessi ragazzi che stavano registrando con una telecamera la festa nell'appartamento di New York. Ammetto di aver avuto difficoltà all'inizio, mi si incrociavano gli occhi e proprio non riuscivo a sopportare le immagini sfocate e tremule che la facevano da padrone. Poi però ci ho preso gusto e ho capito che quella scelta, all'apparenza un'imitazione di "The Blair Witch Project", in realtà era la sola cosa che diversificava questo film dal classico monster-movie alla "Godzilla". Molte scene sono spettacolari, i dialoghi semplici ma funzionali, i personaggi così atipici proprio perché costretti in una situazione che mai si sarebbero aspettati di vivere. Insomma, secondo me questo "Cloverfield" è un piccolo gioiellino, cosa che neppure gli autori (tra cui Drew "Buffy" Goddard) avrebbero mai pensato. Era nata come una pellicola senza troppe pretese, ma è stata la prima volta che mi sono immedesimato tanto in un film. Non mi sbilancio di più per evitare di rovinarvi la sorpresa, ma correte a vederlo, merita davvero una visione (forse anche più di una).
LucaCP alle 14:17 in: film, scleri giornalieri
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