sabato, 21 febbraio 2009
Ragazzi, una bella notizia per tutti. E' finalmente pronto il mio nuovo sito, quindi aggiornate i vostri link (se non ne avete voglia, schiavizzate qualcuno affinché lo faccia!).

IL RISVEGLIO DI LENTH



martedì, 17 febbraio 2009
"È estate e l'oceano ruggisce al largo della città di Salem. Towner Whitney è tornata dove tutto è cominciato. La grande casa segnata dalla salsedine è avvolta dal silenzio. Eppure a Towner sembra ancora di vedere la sua gemella Lindley mentre, con lei, ride e legge il futuro secondo un'antica arte trasmessa di madre in figlia tra le strane donne della famiglia Whitney. Towner era fuggita da tutto ciò, prigioniera del senso di colpa e della follia. Perché l'ultima volta che aveva previsto il futuro, Lindley era morta. Quindici anni dopo, la scomparsa dell'amata zia Eva la costringe a fare ritorno. Per ritrovarla, Towner non ha altra scelta: deve affrontare il segreto che la lega indissolubilmente a Lindley. Un segreto che affonda le radici in un passato inconfessabile che molti, nel clan Whitney e nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere. Dalla madre di Towner, May, una donna dura e solitaria, che vive su un'isola sperduta, alla fragile Emma, marchiata da una ferita indelebile, fino a Cal, un ambiguo predicatore. Quando il corpo di Eva viene restituito dalle onde e un'altra ragazza scompare, Towner capisce di essere precipitata di nuovo nell'incubo di quella calda estate di quindici anni prima. Circondata dalle chiacchiere e dai sospetti, non può fare affidamento che su sé stessa. È questa l'eredità che Eva le ha lasciato: scrutare il futuro e distinguere vero e falso, odio e amore, realtà e sogno. Solo allora il velo che offusca il suo destino si solleverà."

Prima di tutto una precisazione. Il titolo originale di questo romanzo è "The Lace Reader", ovvero "La Lettrice di Pizzo". Un titolo che dice tutto e niente, ma meno spoiler rispetto a quello italiano, che per poco non svela il colpo di scena conclusivo, quei tre/quattro capitoli finali che fanno rivalutare l'intero romanzo. Altrimenti palloso.
La storia è difatti ambientata a Salem, la città delle streghe, quella che tutti ricordano per le persecuzioni del seicento, figlie di un bigottismo - a parer mio - ben lungi dall'essere sradicato dalla nostra società. E che in questo romanzo è ben interpretato dai Calvinisti, una specie di gruppo religioso che raccoglie - passatemi il termine - la peggior feccia, spacciandone i membri per Eletti del Signore. L'anacronismo, se c'è, è accentuato dal fatto che i turisti apprezzano gli insulti che i Calvinisti rivolgono alle presunte streghe di Salem, credendo di stare assistendo a rappresentazioni cittadine, che pure non mancano.
Ma non è questo il punto.
La storia comincia con Towner, una giovane ragazza che vive in California e che decide di tornare nella sua città natale, Salem appunto, perché sua zia Eva è sparita. La sua permanenza, all'inizio temporanea, si allunga quando Eva viene ritrovata morta. Annegata. Da qui partono una serie di riflessioni della protagonista, che rievoca il suo passato difficile; ed è così che scopriamo di sua sorella Lindley, suicidatasi da adolescente. Scopriamo degli abusi che subiva, del perché, alla nascita, era stata affidata ad un'altra famiglia etc.
E' difficile parlare di questo romanzo senza incappare nello spoiler, anche perché tutto ruota attorno al colpo di scena finale, quello che a pieno diritto viene considerato "uno dei migliori finali mai scritti". Sono pienamente d'accordo! Se solo il romanzo fosse stato all'altezza del suo epilogo, lo avrei inserito tra i miei preferiti ma purtroppo non è così. La scrittura di Brunonia Barry è pesante, il cambiamento del punto di vista - prima di Towney, poi del poliziotto, poi di un fantomatico narratore onniscente - non è mai ben chiaro e alla lunga tende a confondere il lettore. I dialoghi sono pochi, ma sufficienti a farsi una chiara idea della loro superficialità.
Per più di trecento pagine non accade nulla! Gli avvenimenti - che poi scopriamo essere - cardine non sono messi nel giusto risalto, si confondono con una serie di inutili episodi secondari. E ce ne sono molti, credetemi. Peccato che non siano funzionali alla narrazione, come accade per altri autori. Lo stesso Larsson, che sto leggendo in questi giorni, usa i suddetti episodi secondari per descrivere psicologicamente i suoi personaggi e le loro abitudini. Un uso quindi intelligente dell'inutile, il nulla che si fa storia.
Di questo avrebbe bisogno "La Lettrice Bugiarda", che di fatto non è altro che un romanzo drammatico. Per tutta la sua durata viene menzionata di frequente la stregoneria, ma non viene mai mostrata. Ma questo, volendo, è un punto a suo favore. L'accennare qualcosa, piuttosto che mostrarlo, contribuisce a creare un'atmosfera particolare, mistica, che nemmeno centinaia di righe di descrizione riuscirebbero a rendere.
La lettura del pizzo, da cui il titolo, è una pratica antica. La lettrice, guardando attentamente le figure del pizzo, riesce a discernere il futuro, ad accettare il suo destino. Cosa che Towner, ovviamente, si rifiuta di fare. Lei vive nella negazione della realtà, spera di poter cambiare il suo fato ma anche il suo passato. Cosa impossibile ovviamente.
E poi c'è il sublime colpo di scena finale. Neanche tanto colpo di scena se devo dirla tutta. I più arguti  - o forse i più attenti, come me! - potrebbero anticiparlo in qualche dettaglio, con un minimo di fantasia. Certo, ci sono alcuni sviluppi che persino un indovino faticherebbe a prevedere, tanto sono sorprendenti. Ma non assurdi, badate bene. L'intero romanzo è disseminato di indizi!

Che dire, quindi? Non fatevi ingannare dalla - fin troppa - pubblicità che è stata fatta a questo romanzo. Prendetelo per quello che è, una storia drammatica fatta di violenze, abusi, morte. Ma anche di gioia, di speranza e di magia. Giusto un pizzico però.
LucaCP alle 19:54 in: recensioni libri
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domenica, 15 febbraio 2009
Ieri mattina sono andato dal parrucchiere. Forse sarò stato impressionato dal "Sangue Nero del Vampiro", forse da Ugly Betty, ma la situazione mi è sembrata assurda. Per un attimo mi è parso di trovarmi nella redazione di Mode, o anche solo in una scena tagliata del "Diavolo Veste Prada". Preciso sin da ora che - per fortuna - sono stato pochissimo dal parrucchiere, perché dovevo solo fare una spuntatina. Ah, bei tempi quando avevo i capelli lunghi!
Anyway, mentre sono al lavaggio, mi accorgo che c'è qualcosa di strano. Sono tutti silenziosi; dalle addette alla tinta alle addette al lavaggio, dai parrucchieri al tizio che passa il phon. Persino i clienti sono silenziosi, a prima vista terrorizzati. Non ci metto molto a capire il perché: la "padrona di casa" - una tizia oggettivamente brava - è di umore nero. Come lo capisco? Dalla breve conversazione che ha con lo shampista:

Lei: Metti la crema per le punte al ragazzo.
Shampista: Già fatto.
Lei: Mettine di più!
Shampista: No.

Non l'avesse mai detto.

Lei: Abbassa la cresta e fai come ti ho detto.
Shampista: Non mi stressi, ho già...

Ma oramai il danno è fatto. La padrona di casa prende una bustina bianca e ne versa il contenuto sulla testa del - fortunatissimo! - cliente, lanciando uno sguardo omicida allo shampista. Che ovviamente non ride dalla gioia, ma già medita una via di fuga.
Per fortuna però ho i capelli corti e vengo portato altrove, scampando all'alterco che sta per iniziare. Mi siedo davanti allo specchio e aspetto che arrivi il solito tizio che mi taglia i capelli. Aspetto. Aspetto. Aspetto. Arriva la padrona di casa. Prova a sorridermi ma sul viso le appare una specie di ghigno deforme. Faccio finta di niente e abbozzo a mia volta un sorriso.

Lei: Come te li devo tagliare?

Cosa? Cosa? Cosa? Poche semplici parole che sono in grado di rovinarmi la giornata. Penso tre cose contemporaneamente:

1. Sta tizia ora mi stacca un orecchio, tanto è nervosa.
2. Sta tizia non conosce il mio solito taglio. Come glielo spiego senza incappare nella brutta copia di un mimo?
3. Devo andare in bagno.

Il risultato finale è tutto sommato soddisfacente. Dopotutto ho i capelli cortissimi, un capello in più o un capello in meno poco mi cambia. Faccio per alzarmi, ma quando spero che tutto sia finito, ecco che torna lo shampista. Sta scortando una ragazza. La padrona di casa non si lascia sfuggire l'occasione:

Lei: Cara - alla ragazza - chi ti ha fatto i colpi di sole?
Ragazza: Io, a casa. Da sola.

Silenzio generale. Persino lo shampista sgrana gli occhi e dimentica di essere un uomo morto. Dall'altra sala, non scherzo, accorre trafelata una ragazza. Anche lei con gli occhi sgranati e un accenno di fiatone. La padrona di casa prende il controllo della situazione e impartisce una serie di ordini - forse in aramaico. Alla fine la ragazza viene scortata altrove e tutti si dimenticano di me. Fortuna che la tizia all'entrata, che si occupa del conto, è una persona normale. Sorride e mi consegna la ricevuta.

Che paura!

PS: Nuova recensione per voi! Grey's Anatomy 5x15. Accorrete numerosi!


LucaCP alle 15:57 in: telefilm, scleri giornalieri
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giovedì, 12 febbraio 2009
Beh ragazzi, vi posto la descrizione del romanzo che si trova online. Non sono sicuro che sia definitiva, né mi azzardo a dare giudizi. Posso dire che a me piace, anche perché so che rappresenta la punta dell'iceberg. C'è molto altro, ma questa è una cosa che avrete modo di constatare anche voi quando avrete tra le mani il romanzo. Perché lo avrete, dico bene? XD

Sono passate ore da quando Hertha del clan Fyerno e Kaas, il Sommo Sacerdote di Lenth, hanno intrapreso quel sentiero scosceso. La fatica li ha quasi sopraffatti; non possono permettersi di restare in quel luogo, quello è l'Esterno, abitato da creature malefiche contro cui i loro incantesimi non possono nulla. Sulla via del ritorno, però, hanno sentito in lontananza il pianto di un neonato e sono accorsi a salvarlo. Per Hertha, che fin da giovane non ha dimostrato di possedere le doti per diventare mago, il segno sulla fronte del piccolo non è che una macchia scura, ma Kaas lo ha subito riconosciuto: quello è un frigie, un simbolo magico, e il neonato è 'Eletto, 'incarnazione di Kexan, il dio che lui e la sua gente hanno temuto e odiato, e che pensavano sconfitto per sempre. Dopo aver fatto ritorno al villaggio, il Sommo Sacerdote mostra il fanciullo ai dieci del Consiglio Dominante e tutti si mostrano sconcertati e impauriti. Il bambino-dio deve essere eliminato. Ma grazie a uno stratagemma Kaas riesce a mantenere in vita il piccolo, a cui ha dato il nome Windaw. Una visione notturna, infatti, gli ha mostrato l'imminente invasione delle loro terre per mano dei terribili stregoni di Tarass, che solo la forza divina dell'Eletto può fermare. Sarà lui a custodire la Pietra Alchemica che i malvagi stanno cercando e a riportare la pace e il silenzio nella verde Terra di Lenth.


LucaCP alle 19:44 in: il silenzio di lenth
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mercoledì, 11 febbraio 2009
Questa mattina mi sono svegliato presto (ma neanche tanto) per verbalizzare il voto di "Culture e Pratiche del Teatro". Ricordate la tesina di cui vi avevo già parlato, vero? Una tesina scritta in fretta e furia, da cui però, nel mio piccolo, mi aspettavo molto. Una prova del fuoco, mi son detto. Se riesco a prendere un voto decente con un simile lavoro, la tesi sarà un gioco da ragazzi. E difatti ho preso:

27

Non sarà 30 - mi sarebbe piaciuto! - ma la soddisfazione è stata grandissima. Nel piccolo corridoietto antistante lo studio del prof tutti boccheggiavano irritati. I miei "colleghi" come li chiama zio Gozzy, compagni di studio che si son visti affibbiare un 18/23 nonostante i loro sforzi. E io che cercavo di non ridere come un demente. Sono un genio, qui lo dico e qui lo nego! Sono pochissime le cose di cui mi vanto, ma questa volta tocca essere onesti, per rispetto verso me stesso in primis. Sono riuscito a scrivere una tesina scegliendo un punto di vista originale. Il contenuto era scarno, ma la confezione era talmente invitante che i prof mi hanno premiato lo stesso.
Potessi dire la stessa cosa di Francese! Purtroppo quest'anno è andato, dannatissima amministrazione che fa i macelli! Tra l'altro ho deciso di seguire un corso di scrittura creativa che vale ben 5 punti, quindi una magra consolazione c'è stata, seppur - appunto - magra.

PS: Volevo copiarvi il riassunto del mio romanzo, anche per avere il vostro parere, ma credo che aspetterò ancora qualche giorno. Voglio essere sicuro che sia la versione definitiva ^^. I'll keep you updated, non disperate! XD

UPDATE: FINALMENTE NEVE!!!!
LucaCP alle 14:49 in: università, scleri giornalieri, il silenzio di lenth
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lunedì, 09 febbraio 2009
Avrei tante cose da dire, ma alle volte il silenzio è meglio di mille parole. Potrei dire ad esempio che sabato, al mercatino dell'usato ho trovato una copia di "Madame Bovary" ad 1 euro. E in buone condizioni. Potrei dire che ho odiato S. per avermici trascinato (paesaggio deprimente a dir poco) ma col senno di poi mi sento di ringraziarla. E potrei anche aggiungere che sabato ho detto ad S. delle cose. Cose che non ho mai detto a nessuno. Cose che ho sempre avuto paura di ammettere. Le parole rendono tutto reale. Le parole fanno paura, possono affondare quanto una lama, ma nessuno può estrarle con la stessa facilità. Restano dentro e cambiano tutto.

Per questo alle volte, e dico alle volte, il silenzio è meglio di mille parole.

PS: Nuova recensione. Supernatural 4x14
LucaCP alle 14:34 in: telefilm, scleri giornalieri
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mercoledì, 04 febbraio 2009
LucaCP alle 14:42 in: fantasy, scleri giornalieri
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